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L’alba dell’anno nuovo

2 gennaio 2012

Eccosi, ci siamo; è arrivato pure l’anno nuovo e con lui la sfilza di post nei blog degli amici che fanno i consuntivi dell’anno appena passato e stilano liste di desideri per l’anno nuovo.

Come è stato il mio 2011? Una mezza ciofeca.

Solo mezza però eh! Intanto non è morto nessuno dei miei cari e questa è una grandissima cosa che varrebbe tutto un anno a dire la verità, anche il lavoro è andato bene, mi sono divertito ed ho ottenuto alcune soddisfazioni per alcune cose ben fatte (soldi no che quelli sono tabù ed anche il 2012 sarà uguale visto che nell’azienda dove lavoro hanno deciso di bloccare gli aumenti di merito in ossequio al periodo di crisi).

Però guardando al resto, mi rimane una sensazione di vuoto, l’incompiutezza di una vita a metà :-(

Poi sarò anche il solito cinico misantropo ma non farò nessuna lista di desideri per il 2012, tanto non serve proprio a nulla; primo perché non saprei a chi indirizzarla, secondo perché ho intenzione di vivere questo nuovo anno prendendo quello che capita, alla giornata.

Non ho voglia per il momento dispendere le mie energie a correre dietro a cose che tanto sono fuori dalla mia portata oppure non dipendenti da me, semplicemente starò tranquillo alla finestra e spero di essere pronto ad afferrare quello che il caso avvicinerà alla mia portata.

In ogni caso, spero che questo anno porti in dono alle persone che mi sono care tutto quello che desiderano ed a tutti gli altri un bel barroccio pieno di merda! :-D

Il meraviglioso mondo delle fighe di legno

29 dicembre 2011

Disclaimer: sicuramente questo post causerà discussioni ed offenderà qualcuno (anzi qualcunA) però è il distillato della mia pluriennale esperienza di rapporti con l’altro sesso ed evidentemente è basato su fatti acclarati. Ben venga una dimostrazione reale e personale che mi convinca che sono stato sfortunato e che gli esempi negativi sono capitati tutti a me. In caso, fino a dimostrazione contraria, quanto ho scritto di seguito rimarrà valido a tutti gli effetti.

È evidente che a partire da una certa età le donne single rimaste sulla piazza sono al 99% problematiche oppure sono delle fighedilegno *.

È oltremodo evidente che attraggo tali esemplari come il miele attira le mosche (per darci un’idea della fastidiosità di certi esemplari).

L’ultima ha battuto tutti i record di figadilegnaggine e merita di essere immortalata qui ad imperitura memoria:

mi incontra ad una festa di compleanno di amici comuni ed in questa occasione scambiamo due parole in croce, poi rompe le balle ad un amico per avere il mio numero di telefono ed i miei contatti Skype.

Mi contatta su Skype che io a malapena mi ricordavo di lei e non perché non fosse carina o interessante (tutt’altro invece) ma perché dopo una carriera sentimentale costellata da esperienze tragiche e da dolorosi due di picche, anche il più spavaldo dei maschi (figuriamoci io quindi) ormai è convinto di risultare invisibile per tutti gli esemplari dell’altro sesso minimamente interessanti e quindi si è oramai rassegnato a non destare attenzione in qualunque donna che sia minimamente al di sopra dello status di ameba senza cervello o di scorfano.

La richiesta di contatto quindi è giunta completamente inaspettata e molto gradita ed ha timidamente rialzato il livello di autostima del sottoscritto che da anni è più basso del QI di Renzo Bossi.

La cosa è lentamente andata avanti tra chat interminabili ed ammiccanti fino alle ore piccolissime della mattina ma anche tra lunghe pause di silenzio inspiegabili per me e giustificate da lei con scuse inverosimili che facevano presagire niente di buono.

C’è da dire che una certa difficoltà logistica ci impediva sul momento di frequentarci ma finalmente anche questo intoppo è venuto meno ed è arrivato il momento della prima uscita vera e propria; piacevole e simpatica, cosa che ha ringalluzzito un poco di più la pur sempre traballante autostima del sottoscritto.

Ma da quel momento, nonostante rassicurazioni da entrambi le parti che l’incontro era stato piacevole, i contatti si sono diradati  all’inverosimile e la nostra figadilegno di turno è sparita del tutto.

Ora, non voglio dire che non potrei essere io la causa, anzi sicuramente sono noioso, posso essere troppo o troppo poco intraprendente, logorroico, imbrancato, infantile e posso anche sembrare arrogante, ma cazzo, dimmelo in faccia, non mi offendo mica!

Non mi sparire senza una ragione e soprattutto poi, dopo una mia richiesta di chiarimenti non mi venire fuori con la stantia storiellina dispensata via SMS: “in questo periodo della mia vita non mi voglio impegnare, non cerco niente e sono serena così”, primo perché è una scusa vecchia come il cucco e poi perché non spiega il fatto che TU sei venuta a cercarmi; io non ti avevo chiesto nulla, solo di continuare a sentirsi e vedersi. Nessun impegno, non ci pensavo proprio, però mi sarebbe piaciuto conoscerci meglio almeno!

Raccontata quest’ultima storia, care fighedilegno, vedete quindi di farmi il favore di starmi alla larga e di non scassarmi l’anima che io ho ormai i nervi consunti e scoperti.

E siccome questa storia non che che l’ultima di una lunga serie, io da parte mia ormai ne ho piene le palle di tutte voi; ma andate un po’ a fanculo, vai!

* dicesi “fighedilegno” esemplari della razza umana di genere femminile che vagano di maschio in maschio senza sosta, nella ricerca, a volte spasmodica, dell’ “eletto”, colui che finalmente le potrà meritare. Durante la ricerca di questa specie di Graal approcciano i vari candidati facendosi annusare ma poi, inevitabilmente, gli scartano tutti ad uno a uno, lasciandogli con un palmo di naso.

E sia, partecipiamo…. ;-)

21 dicembre 2011
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Paleomichi sponsorizza questo meme, e per una volta tanto partecipo anch’io….  ;-)

 

Sei stato chiamato così perché qualcun altro si chiamava con questo nome? No
Quando è stata l’ultima volta che hai pianto? Non ricordo, quasi sicuramente più di 5 anni fa
Ti piace la tua calligrafia? Sì
Qual è il tuo pasto preferito a base di carne?  Bistecca alla fiorentina, ovviamente al sangue
Hai figli? no
Se tu fossi un’altra persona, saresti amico di te stesso? No, sono noioso
Sei una persona ironica? Penso di sì ma non so se il mio senso dell’ironia sia compreso
Hai ancora le tonsille? Sì
Faresti Bunjee Jumping? No
Qual’è il tuo cereale preferito? Riso
Ti sleghi le scarpe prima di toglierle? Sì
Il tuo gelato preferito? Cioccolato amaro e fondentissimo
Cosa noti come prima cosa nelle altre persone? L’eloquenza
Rosso o rosa? Rosso!
Cos’è che ti piace meno di te? La ciccia in eccesso
Cosa ti manca di più? La compagnia di persone interessanti
Di che colore sei vestito in questo momento? Blue jeans e maglione glicine
Che musica stai ascoltando? Niente
Se fossi un pastello che colore saresti? Giallo tramonto
Profumi preferiti? Agrumi e colonia
Qual’è stata l’ultima persona che hai sentito al telefono? Mia sorella
Sport preferito da vedere? Rugby e sport motoristici in genere
Colore dei capelli? Castano
Colore degli occhi? Castano
Indossi lenti a contatto? Qualche volta, usa e getta ma la mia combinazione di miopia ed astigmatismo è particolare e non facile da correggere
Cibi preferiti? Tutto (a parte coniglio e cervello)
Film Horror o a lieto fine? Nessuno dei due generi
Ultimo film visto? Boh non ricordo…
Abbracci o baci? Baci, appassionati, intimi, lunghi e con la lingua
Che libro stai leggendo? Ghost in the wires, l’autobiografia di Kevin Mitnick
Cosa c’è sul tuo tappetino del mouse? A casa non ho tappetino perché uso un trackpad, al lavoro ho il logo aziendale
Cosa hai visto in TV ieri sera? Un episodio di Battlestar Galactica
Rolling Stones o Beatles? I Pink Floyd ;-)
Hai un talento speciale? Essere un rompiballe
Come hai incontrato la tua dolce metà? Sono “disperatamente” single…  (anzi, si accettano candidate! ;-) )

Facce da IKEA

11 dicembre 2011
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Ogni tanto mi tocca andare all’IKEA.

Lo so, c’è confusione, folla ma anche tanti articoli interessanti e quindi faccio un pianto ed un lamento e ci vado.

Magari il problema più grande è che vado per comprare un articolo da un paio di euro e finisco per spenderne 20 o anche 30, dimostrando, se ce ne fosse bisogno, che gli specialisti del marketing di IKEA sono bravi davvero! ;-)

Comunque non mi dispiace troppo anche perché posso dedicarmi al mio passatempo preferito: osservare l’umanità che mi circonda.

I frequentatori dell’IKEA sono in grande maggioranza coppie in genere abbastanza giovani, al massimo coppie di amiche o famiglie al gran completo; i maschi solitari come me sono veramente rarissimi e dovrebbero essere tutelati come specie in via d’estinzione (ma io porca miseria non mi estinguo mai? Per me l’evoluzione resta un agognato miraggio)

Tra la varia umanità che è possibile osservare in quel grande zoo vi sono i vorreimanonposso; in genere giovanissimi, innamoratissimi e procedono per il labirinto tenendosi per mano, guardandosi negli occhi con sguardo da piccione, tubando e sospirando di desiderio davanti alle librerie Billy, le poltrone Skvrusta, le cucine Värde e le camere da letto Malm. Evidentemente non vivono ancora assieme e con gli occhi a cuoricino immaginano il loro futuro nido d’amore, ovviamente arredato da IKEA.

mammastaseranontorno sono di solito un po’ meno giovani ed evidentemente hanno appena ricevuto le chiavi del loro nido e quando dico appena, intendo esattamente dire “appena” ;-)  Li riconosci all’inizio del bazaar perché meticolosamente accumulano nel carrello TUTTO. Posate, piatti, bicchieri, pentole, lenzuola, cuscini… Insomma, devono riempire la casa nuova e non hanno quasi nulla. Quasi sempre li ritrovi dopo le casse, al settore alimentari dove stanno acquistando polpette svedesi con le salse per la cena.

Ci sono gli archipadri, che con piglio professionale vagano tra pensili e divani armati di cartellina e metro; misurano tutto e prendono appunti meticolosamente manco dovessero arredare Buckingham Palace.

Menzione a parte meritano le archimadri che con figlia nubenda al seguito dispensano ordini su cosa comprare e cosa no alle povere figlie che invece forse vorrebbero tutt’altre cose ed hanno la segreta speranza di poter tornare entro 90 giorni per cambiare gli orridi acquisti ordinati dall’archimadre.

Infine ci sono chimelhafattofare, uomini solitamente più “stagionati”, spesso con figli ed al seguito; con lo sguardo vacuo ed il borsone blu a tracolla seguono le mogli tra tappeti Basnäs, copriletti Brunkrissla e tovagliette Klistrig e pensano mestamente alla povera carta di credito che sarà sacrificata sull’altare in onore delle minchiate inutili che la compagna sta arraffando in preda alla ben nota sindrome da acquisto compulsivo che colpisce inesorabilmente chiunque varchi la soglia di un negozio IKEA. Ovviamente sperano in un mega blackout che metta fuori uso le casse del negozio ed impedisca l’orrida fine del proprio conto corrente.

L’importanza di avere una tessera

3 dicembre 2011

E poi dicono che le tessere non servono!

Servono eccome invece!

Magari alcune sono cadute in disuso come quelle del PSI e della DC, ma questa qui accanto sì che ti regala ancora delle belle soddisfazioni!

Non capita tutti i giorni di ricevere un servizio VIP giusto a causa di un rettangolino di plastica colorato che il nostro Viaggiatore ha guadagnato qualche mese fa, probabilmente come una nuova moderna croce di ferro al valore per la sopportazione stoica di ritardi, cancellazioni, bagagli persi e corse a perdifiato nei terminal all’inseguimento di gate che cambiano di continuo tipo il giochino dove si devono tirare le martellate alle talpe che sbucano all’improvviso dai buchetti.

In breve la scena inizia in un non meglio precisato aeroporto Inglese dove il volo del nostro protagonista tesserato è miseramente in ritardo (e quando mai!).

Tralasciamo la sciatteria degli aeroporti Inglesi dove sul display del gate non solo non è indicata l’ora di imbarco e partenza partenza del volo ma nemmeno non si trova alcuna indicazione sul ritardo! L’unica indicazione è il numero del volo, la destinazione ed un laconico “we apologise for delay, please take a seat”.

Ebbene il volo parte con 30 minuti di ritardo ed appare chiaro al nostro Viaggiatore che mai e poi mai riuscirà a prendere la sua connessione; tra infiniti taxing sulla pista, lunghissimi viaggi in bus, controllo passaporti e corse al gate successivo che nella migliore delle tradizioni sarà come minimo dall’altro capo dell’aeroporto.

Ed invece, una volta arrivati alla posizione di parcheggio dell’aereo ecco che una voce angelica si materializza dall’altoparlante: “Mr. Viaggiatore and <$AltriViaggiatori(n)>  please contact our service representative at the bottom of the stair”.

Ed infatti alla scaletta eccoti un crucco sorridente con in mano un cartello con su scritto un paio di codici tra cui anche il numero del volo successivo del nostro Viaggiatore in sorridente attesa che indica ai nostri VIPs un’auto parcheggiata li accanto (tra le proteste di un gruppetto di altri passeggeri di altri voli, evidentemente altrettanto in ritardo ma non altrettanto tesserati che si lamentavano ma che venivano inesorabilmente avviati da severi crucchi in uniforme verso il classico bussone lumaca, destinato a fare chilometri e chilometri prima di arrivare alla porticina del terminal).

E da li in un crescendo di inebriante vippitudine il crucco sorridente ed automunito accompagna i nostri VIPs prima ad un controllo passaporti personale, dove c’era un poliziotto che dal bancone mostrava solo la testa canuta e che era talmente vecchio che probabilmente sotto indossava ancora la divisa del terzo reich, e poi direttamente alla scaletta del volo del Viaggiatore dove tutti aspettavano solo lui.

Wow ! Questa proprio non gli era ancora mai capitata! :-D

Solo per un momento gli è venuto in mente che gli altri viaggiatori potessero avercela con lui per avere fatto ritardare un volo che normalmente parte in mega ritardo (quando parte) e che invece per una volta (guarda un po’!) era in orario, ed in effetti si è sentito addosso per un attimo gli occhi di tutti  gli altri 123 passeggeri ma la paura di una ritorsione violenta gli è passata subito e si è goduto il suo volo!

A cena con il samurai e la madonna di pompei

1 dicembre 2011

Mi hanno portato a cena.

Scopro che è un ristornate giapponese ma non il tipico sushi bar, bensì un ristorante teppanyaki.

I tavoli, arrangiati attorno ai teppan sono comuni e quindi un piccolo gruppetto come il nostro viene associato a due coppie.

Incontro quindi la madonnadipompei, Finta bionda, ma proprio finta-finta, con i capelli neri-neri sotto e due boccoloni biondo paglia ai lati del viso dove spiccano le ciglia finte più lunghe e nere che abbia mai visto. Un vestitino impero color cipria e scarpe taccutissime da 6 pollici almeno (rigorosamente a gambe nude nonostante il freddo polare, che le inglesi non sono mica delle pappemolli che soffrono il freddo, né!)

La madonnadipompei ha ovviamente addosso qualche chilo di oro assortito tra orecchini-lampadario, tre-quattro bracciali per polso e anelli a tutte le dita compreso uno delle dimensioni di un girasole. Altrettanto ovviamente, siccome è una madonna, di questi tempi non può che essere incinta e sfoggia una bella panzotta di 6-7 mesi.

Nonostante questo, probabilmente credendo di godere di protezioni altolocate, la madonnadipompei beve birra a volontà, anche quella del compagno… o_O!

Ad un certo punto è arrivato lui, il cuoco-samurai che munito di un coltellone e due spatole ha iniziato a roteare utensili e pietanze sulla piastra rovente, lanciando ogni tanto urla in una lingua sconosciuta e sfiammeggiando come un drago.

Via via che le pietanze erano pronte le serviva a noi commensali…

Vi dirò che tra in suo sguardo severo e quel coltellone in mano… mi è venuto in mente questo ;-)

Per sicurezza ho usato solo ed esclusivamente le bacchette e mi sono guardato bene dal chiedere del pane!!!!

Pensieri sparsi di una sabato mattina alla ‘oppe

26 novembre 2011

A chi ha inventato il “Salvatempo“, il sistema destinato ai soci della ‘oppe per fare la spesa, dovrebbe essere premiato con il Nobel. Uno a scelta, giusto per riconoscenza.

Per chi non lo conoscesse il Salvatempo consiste in uno scanner palmare da usare per registrare in autonomia i prodotti prelevati dagli scaffali; poi il cliente si reca alla cassa dove paga direttamente oppure al chiosco automatico che sostituisce la cassa e riversa il totale che pagherà con i sistemi correnti, contante, carte, buoni etc.

La spesa a questo punto è già insacchettata ed il cliente è pronto per andare a casa senza ulteriori perdite di tempo.

Si ha il totale della spesa sempre sotto controllo anche mentre siamo tra le corsie del negozio, la fila ai chioschi è minima e non si ha bisogno di rimuovere la spesa dal carrello per presentarla alla cassiera; si preleva dallo scaffale e si mette subito nella borsa.

Mi piacerebbe sapere se altre catene di supermercati hanno implementato un simile geniale sistema.

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Anche le casse “Più” sono un’invenzione geniale (ed a disposizione anche dei non-soci): si tratta di chioschi automatici dove il cliente passa i prodotti in autonomia allo scanner e procede pure al pagamento. Grandiose se si hanno pochi pezzi ma funzionali pure se la spesa è un po’ più consistente.

A parte Ikea (che però accetta solo carte elettroniche e non i contanti, se non sbaglio) c’è un altro grande magazzino che fa lo stesso?

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Ho assistito ad una scena confortante ed illuminante: tra le corsie della verdura c’era una ragazza disabile in sedia a rotelle.

Va beh, è normale penserete. La cosa che però mi ha colpito è che questa ragazza, sulla trentina, a differenza di molte altre persone colpite dalla disabilità era estremamente curata nel vestire, indossava un vestitino corto coloratissimo (mi pare di avere riconosciuto lo stile di una nota marca spagnola)  calze alla moda e scarpe bellissime rosse di vernice. Truccata con gusto e con i capelli corti in ordine e tagliati alla moda.

Poi è arrivato quello che penso fosse il suo ragazzo\fidanzato\compagno\marito e dopo un sorriso che più radioso e bello non si poteva ed un “ah, sei arrivato finalmente!” si sono scambiati un bacio talmente rovente ed appassionato che il peperoni gialli sono diventati rossi dall’emozione.

Non lo so perché ma questa scena di Vita (nel vero senso della parola) mi ha riconciliato con il mondo… Almeno per il momento….

Viva i nerd!!!

13 novembre 2011

E tu hai fatto proprio un bel lavoro…

12 novembre 2011

Meno male che prometteva un nuovo miracolo italiano.

Attenzione la visione del video è fortemente sconsigliata praticamente a tutti!

Fotopost: Lucca Comics & Games 2011

1 novembre 2011

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