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Da solo (sgrunt)

29 giugno 2015

Ho dovuto imparare da solo ad osare, a rischiare, a mettermi in gioco.

Non mi ha insegnato nessuno. Purtroppo.

L’ho imparato da solo. Tardi.

Anzi, molto tardi e con tanta fatica. Facendomi tanta violenza.

E forse è per questo che non mi riesce particolarmente bene.

Ovviamente non ne faccio una colpa ad alcuno. E’ così.

Che ci volete fare.

La trottola (quasi un fotopost)

20 giugno 2015

Insondabili congiunzioni astrali lavorative mi hanno fatto rimanere fermo in ufficio per 4 mesi (incredibile!) adesso però sembra che il gremlin dei viaggi si sia svegliato ed in due mesi mi sto facendo una specie di tour mondiale di cui conosco le tappe passate e quelle presenti o immediatamente future (da oggi ad una settimana, per capirsi) ma del quale ignoro quelle future.

In parole povere sono stato praticamente dappertutto (quasi) nell’universo dei Cattivi…

Le conseguenze sono: jet lag continuo, rincoglionimento a livelli siderali e valigia perennemente piena, alternativamente di roba sporca o pulita (ma anche di livello intermedio!)

Da precisare che la suddetta valigia stazione perennemente in camera in attesa di essere svuotata e riempita. A ciclo continuo :(

Durante questi giri mi è anche capitata una mini-tournee in Ammeriga, terra che più di altre mi “riempie di soddisfazioni”.

Sarà che per noi europei laggiù sembra tutto nuovo ed inconsueto ma per me è veramente il paese dei balocchi.

Non fraintendetemi, non adoro affatto gli USA ma però trovo divertentissimo andarci ed osservare quanto sia diversa la gente, il loro modo di essere e di vivere. Una visita in USA ogni tanto mi piace da pazzi. 

si parte!

Da qualche parte

Non so mica se gliela facccio!!!

E finalmente a destinazione

I miracoli avvengono (qualche volta)

I concerti del giovedì non sono male

I locali apprezzano molto

trova l’errore

Fuck bigotry!

And fuck it again! ;)

 

momenti di lavoro

  

uffici alternativi

Questa città sta migliorando... Lentamente!

Questa città sta migliorando… Lentamente!

 

Do or do not. There is no try

Do or do not. There is no try

Qualche cosa su Madrid (che sapevo già)

23 maggio 2015

Sono di nuovo a Madrid ed ancora una volta ho l’occasione di passarci il fine settimana per rilassarmi tra una trasferta di lavoro ed una altra. 

L’occasione è ghiotta per guardarmi intorno e fare alcune considerazioni (veramente non-originali) sulla città ed i suoi abitanti

1) Madrid è piena d’Italiani. Non solo turisti, che pure sono tanti; no, gente che ci abita stabilmente a vario titolo: impiegati, studenti, cazzeggiatori e barboni. 

2) La vita in città non costa un cazzo, anche in pieno centro e nel vivo delle zone turistiche. Una birra 1€, un gelato confezionato da 50 centesimi a 1,80€

3) Le madrileñe sono fiere delle proprie tette e le portano a spasso con malcelato orgoglio (mannaggia a loro, mannaggia). Brave però. 

4) La città ha implementato un servizio di bike-sharing con biciclette a pedalata assistita; fantastico. Ci sono rastrelliere in ogni dove con decine di bici che si possono “noleggiare” tramite una tessera a scalare direttamente al totem connesso con le rastrelliere. Si usano e poi si riconsegnano ad una qualsiasi altra rastrelliera. 

Questa invece non c’entra niente con Madrid in particolare ma la racconto lo stesso perché l’ho vista stamani: una ragazza giovane, velo musulmano stretto fin sotto la gola. Camicetta a maniche lunghe con polsini e colletto ben chiusi. E per finire, udite udite, lunghi pantaloni di pelle nera attillatissimi e sandali “fetish” dal tacco vertiginoso. Sarà mica che i santoni di quella religione abbiano tralasciato qualcosa quando hanno scritto le loro regole? Mah! ;)

Fotopost – Sammezzano

8 maggio 2015

Nel cuore della Toscana, sconosciuto ai più, c’è un castello, frutto dell’immaginazione di un nobile fiorentino dell’800: il castello di Sammezzano.

Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona lo realizzò personalmente assieme ad otto operai ed un capomastro tra il 1853 ed il 1889 e ne fece il suo rifugio dalla Firenze che egli considerava in un inarrestabile declino culturale.

Sicuramente un eccentrico, coltivava una quantità incredibile di interessi e fervore sociale; fiero anticlericale, sostenitore dell’unità d’Italia, combattè nei moti del ’48 e fu anche senatore del regno (ma si dimise per protesta a seguito di un “inciucio”, come diremmo oggi) su una legge relativa ai beni ecclesiastici.

Disilluso si ritirò nel suo castello dove in una stanza fece scrivere la frase “Mi vergogno a dirlo, ma è vero,  l’Italia è in mano a ladri, “meretrici” e sensali, ma non di questo mi dolgo, ma del fatto che ce lo siamo meritato” (alla fine dell’800!).

Il castello è inserito in un parco bellissimo, popolato da moltissime specie non autoctone importate dal suo proprietario, tra cui una sessantina di incredibili sequoie giganti.

Per chi vuole approfondire, oltre a Wikipedia, date un’occhiata al sito del Comitato FPXA che ha lo scopo di valorizzare il castello, la figura del marchese e si prodiga per aprire il castello ai visitatori quando la proprietà lo permette.

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Liberazione!

26 aprile 2015

IMG_4120 (1) IMG_4121 (1)Le date come quella di ieri non sono ricordo perenne di eventi fondamentali per la nostra comunità ma ti permettono anche un’altra “liberazione”: quella da tutti quei contatti nei social che, nell’occasione, hanno postato o condiviso contenuti nostalgici, inneggianti al testone di Predappio o fascistoidi\razzisti in genere.

Oh, che aria pulita si respira finalmente !

PS = fosse così facile eliminare queste ombre nere dalla propria vita reale così come è facile cliccare su “unfollow”… Sigh

Fotopost – da qualche parte vicino ad Orione…

5 aprile 2015

Accanto ad Orione- 2015

FACEWALL

30 marzo 2015

Una frase nel post di Lucia, mi ha fatto venire voglia di parlare di un progetto che ha coinvolto la mia città nello scorso anno e che poche settimane fa ha segnato un evento importante: l’apertura di una mostra che arricchisce e forse completa degnamente il percorso.

Il progetto, creato dall’Associazione Compost e realizzato dalla bravissima fotografa Ilaria Costanzo, è spiegato nel sito omonimo e, per farvela breve, racconta in 100 fotografie le storie di altrettante coppie cittadine di etnie diverse che nella realtà fanno qualcosa insieme.

Storie di crescita, di istruzione, di incontri, di lavoro, di creatività, di legami e di futuro.

Un futuro che sarà, ne sono convinto, fantastico se solo sapremo superare diffidenze reciproche e stereotipi; se ci apriremo veramente gli uni agli altri.

Ed anche se non sarà fantastico, sarà lo stesso IL futuro, perché è inevitabile, ci siamo già dentro e non lo potremo evitare, nonostante le cornacchie che berciano slogan improbabili parlando di cancellate e muri, di “tutti a casa” ed altre stronzate simili.

Sarà difficile e forse lungo, richiederà l’impegno di tutti ma ci arriveremo.

      

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