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Da solo (sgrunt)

29 giugno 2015

Ho dovuto imparare da solo ad osare, a rischiare, a mettermi in gioco.

Non mi ha insegnato nessuno. Purtroppo.

L’ho imparato da solo. Tardi.

Anzi, molto tardi e con tanta fatica. Facendomi tanta violenza.

E forse è per questo che non mi riesce particolarmente bene.

Ovviamente non ne faccio una colpa ad alcuno. E’ così.

Che ci volete fare.

22 commenti
  1. 30 giugno 2015 8:30 am

    Anche per me, ma quanto è bello rimettersi in gioco. Osare ogni giorno, con il cervello!

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    • 30 giugno 2015 8:31 am

      Ma certe volte, per alcuni giochi, è semplicemente troppo tardi

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      • 30 giugno 2015 8:34 am

        No, secondo me non è mai troppo tardi. Bisogna solo crederci.🙂

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      • 30 giugno 2015 8:51 am

        Molto bello a dirsi.
        Il fatto però è che, molto semplicemente, non è vero.
        Ci sono dei percorsi di vita che devono necessariamente essere intrapresi molto presto per potersi poi compiere al tempo debito.
        Altri che una volta intrapresi non ti permettono di tornare indietro.

        Al netto degli aforismi, la vita è una città piena di strade e tutte queste sono a senso unico; pochissime ti permettono di tornare qualche passo indietro.
        La maggioranza di queste invece ti porta, inevitabilmente ed inesorabilmente, avanti e non sempre (anzi, quasi mai) nella direzione sperata.
        Non abbiamo la mappa di questa città e solo se siamo molto fortunati abbiamo qualcuno che ci racconta la struttura delle strade e ci permette un minimo di orientamento.

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      • 30 giugno 2015 8:58 am

        Hai ragione, ma la mia risposta non voleva essere retorica. Certamente certe scelte segnano per sempre la nostra vita, ma quello che voglio dire è che con la giusta dose di coraggio si può sempre ripartire con un nuovo progetto. Spesso è quasi impossibile, bisogna perdere tutto e ripartire, ma non è impossibile. E questo vale per il lavoro e la vita privata. Poi sono d’accordo con te sul fatto che la vita sia una città inesplorata e spesso non sappiamo nemmeno dove ci porterà la direzione scelta.

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  2. charlie68g permalink
    30 giugno 2015 9:07 am

    dicono che non si finisca mai di imparare

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    • 30 giugno 2015 9:30 am

      Certamente.
      Questo non toglie che certe cose s’imparino troppo tardi, quando oramai non servano più.

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  3. donna allo specchio permalink
    30 giugno 2015 9:52 am

    ci sono quelli che come me ed il biondino non hanno mai imparato (sig), pensavo alla bella storia di lucia e del suo cucciolo!!!

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  4. 30 giugno 2015 8:09 pm

    ti è andata anche bene… c’è chi non impara mai, non osa mai mettersi in gioco davvero. Ed è uno spreco.

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    • 30 giugno 2015 10:25 pm

      Dici?

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      • 1 luglio 2015 8:05 am

        vuoi nomi e cognomi?😛

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      • 1 luglio 2015 8:19 am

        😉
        Oh no, ne conosco tante anche io di persone che non hanno mai imparato (o voluto imparare).
        La mia risposta si riferiva al fatto “che mi fosse andata bene” per aver imparato troppo tardi; sarò un pignolo incontentabile (come quella pubblicità anni ’70😉 ) ma il fatto di saperlo fare ma non essere più in tempo a farlo, mi rende molto triste.
        Ovviamente parlo non della vita in generale ma di certe cose specifiche che per me hanno una certa importanza e che ormai, purtroppo, sono “fuori portata”.

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      • 1 luglio 2015 3:42 pm

        quasi niente è fuori portata. Non bisogna farsi troppi problemi, certo, ma si possono anche fare delle cose in ritardo.
        Magari è meglio non fare un figlio a 60 anni, ma essendo un maschietto, in teoria potresti anche (con una mamma più giovane e ancora fertile, naturalmente)… e in ogni caso non hai 60 anni, al momento.
        Non mi viene in mente altro che è fuori portata.

        Ti è andata bene, sì. Imparare tardi è meglio che non imparare. Probabilmente, inoltre, hai imparato di più e meglio, perché ti è costato maggiore fatica.

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  5. 30 giugno 2015 8:47 pm

    Se ognuno di noi potesse regalare ad altri la propria esperienza, per evitare di fare gli stessi errori o perché venga usata per apprendere la vita con meno fatica, avremmo risolto i problemi dell’essere umano. Purtroppo, nonostante i consigli che ci vengono dati, ognuno di noi impara solo dalla propria esperienza e c’è perfino chi non riesce a farlo.
    E’ la vita, questa, solo la vita.
    Auguri per il futuro, che ti sia leggero e facile.

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    • 30 giugno 2015 10:28 pm

      Molto dipende dall’attitudine personale e dall’educazione ricevuta, anche con l’esempio.
      Infatti, nonostante i miei genitori siano stati molto bravi, non si può dire certo che mi abbiano insegnato ad osare.

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      • 1 luglio 2015 9:17 am

        Personalmente ritengo che “osare” ovvero, “rischiare”, in certi casi sia più pericoloso che utile.
        Esempio: io so nuotare bene. Buttarmi in acqua, fredda, nel momento della digestione, per salvare uno in pericolo, sarebbe certo un gesto eroico, ma molto stupido. Infatti, poi, in pericolo saremmo in due. Io sono vecchia e ho avuto una vita abbastanza movimentata, ho imparato a rischiare solo quando ne valeva la pena. Non mi sono mai pentita di aver fatto un passo indietro, o aver rinunciata a qualcosa, quando non ero sicura del risultato.
        I genitori, di solito, cercano di proteggere i propri figli, educandoli alla prudenza, proprio perché hanno già provato sulla loro pelle le conseguenze di certi errori compiuti in gioventù e vorrebbero evitarli ai propri figli. Essere genitore, educatore, è il mestiere più difficile al mondo e non c’è alcuna scuola che possa prepararti ad esserlo.
        Facciamo errori ogni giorno, ci mettiamo in discussione e cerchiamo di fare del nostro meglio: tutti siamo fallibili, purtroppo.
        I figli, comunque, arrivati ad una certa età, dovrebbero cercare la loro strada, indipendentemente da che tipo di educazione hanno avuto, per quanto questa abbia lasciato impronte e solchi, radici. Dovrebbero guardarsi dentro e incominciare a chiedersi quale è il pezzetto di cielo che vorrebbero conquistare, aprire le ali e cercare di raggiungerlo, smettendola, magari, di attribuire ad altri le proprie incapacità.
        La felicità, la realizzazione dei propri desideri, è dentro di noi, non è mai fuori, non dipende dagli altri, ma solo da noi, da quanto ci conosciamo, da quanto siamo in grado di valutare le nostre capacità, i nostri difetti, da quanto ci accettiamo e cerchiamo di volerci bene.
        Ciao
        Buona giornata.

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      • 1 luglio 2015 11:21 am

        Certo, in ultima analisi tutto dipende da noi.
        Ed è altrettanto vero che “osare” e “rischiare” non vuol dire essere stupidi oppure avventati; almeno per me significa agire in modo non conservativo, fuori dagli schemi o, più semplicemente accettare obiettivi particolarmente sfidanti, abbandonare la propria zona di comfort per mettersi in gioco piuttosto che giocare di conserva.
        E’ altrettanto vero che ciascun individuo, crescendo, prenda la sua strada e le sue decisioni sebbene queste saranno, più o meno inevitabilmente, improntate ed influenzate dall’educazione ed esempio ricevuti.
        Non solo, anche ammettendo la possibilità di intraprendere strade ed abitudini completamente diverse, la tempistica con cui un individuo arriverà a queste strade sarà ugualmente importante.
        Ciao!

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      • 1 luglio 2015 11:29 am

        Ciao. Buona giornata !

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  6. 1 luglio 2015 4:37 pm

    Alex, smettila di andare ai provini per fare il tronista di Uomini e Donne, ti fa solo male, capisci? Meriti di più! :*

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    • 1 luglio 2015 5:51 pm

      “Uomini e donne”? Veramente io vado solo a quelli di “c’è posta per te” ma non mi scrive nessuno! 😉

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  7. 3 luglio 2015 3:31 pm

    Troppo tardi per cosa? Io sto per iscrivermi al corso di trapezismo, unico problema è che se cado mi sbriciolo molto più che a venti anni.
    Scherzi a parte, per osare non è mai troppo tardi.

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