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Giorno 18 (in volo verso casa) – Sopra e Sotto

29 ottobre 2013

Ci ho pensato un po’ ma poi l’idea si è formata in modo molto chiaro mentre ieri parlavo con un’amica in Europa via FaceTime.

Come non esiste una sola India, che in realtà è costituita da innumerevoli popolazioni diverse (basti pensare che la Costituzione Indiana riconosce 22 lingue) anche la sua capitale (che per chi non lo sapesse si trova in una specie di distretto federale, autonomo dagli altri stati, come il District of Columbia statunitense) è palesemente divisa.

C’è Old Delhi, ossia la vecchia ed originale città che fu capitale dell’impero Mughlai, cinta da mura e popolata dai sontuosi palazzi imperiali; poi la nuova Delhi costruita dai nuovi dominatori anglosassoni che nel 1911 pensarono che il Raj sarebbe stato più facile da governare da Delhi piuttosto che da Calcutta. La città venne disegnata a tavolino da Lyutens attorno agli enormi viali del Rajpath a Janpath, ruotante attorno a tre “centri nevralgici”: il Rashtrapati Bhavan, sede allora del Viceré delle Indie ed adesso del presidente della repubblica, l’India Gate, maestoso arco di trionfo con la sua fiamma perenne a ricordo dei soldati morti in guerra ed infine Connaught Place, enorme piazza centro del commercio e degli affari.

In aggiunta a queste due Delhi ve ne è un’altra, più sfuggente e meno evidente; quella degli innumerevoli slum dove vivono i poveri (ma non i poveracci, che abitano sotto i cavalcavia (certe volte persino sopra) e lungo i marciapiedi.
Tutte queste Delhi hanno in comune molte cose: la folla, sempre caotica, il traffico con il perenne clacsonare di milioni di mezzi a due, tre e quattro ruote ed i mucchi di spazzatura, a volte di dimensioni notevoli!

Ma non è finita qui!
Come in un libro di Neil Gaiman esiste una “Delhi sopra” ed una sorprendente “Delhi sotto”.
La metro di Delhi (di cui io ignoravo l’esistenza, me ignorante) sembra essere un mondo a parte.

20131028-192614.jpg
Se si esclude la sgradevole presenza di militari con il fucile spianato di entro scacchi di sabbia ed il fatto di essere passati al metal detector e perquisiti (in modo sommario, a dire il vero) sembra di entrare in un altro mondo.
Tutto è spazioso, pulito. I treni sono larghi ed efficienti. Può essere affollata nelle ore e nelle stazioni di punta ma non è caotica come la “Delhi sopra”.
Mentre sopra pare che la furbizia la faccia da padrone (come da noi in Italia) sotto invece in moderno sistema di gettoni e tessere (tipo la Oyster londinese) azzera l’evasione del biglietto.
Insomma, potrebbe venire voglia di non tornare più in superficie😉

2 commenti
  1. 29 ottobre 2013 1:39 pm

    alla fine te l’abbiamo attaccata, la sindrome da londra sotto😀
    (anche se sembra che a Dehli le parti siano invertite.. ma altrimenti, non sarebbe l’india..)

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I commenti sono chiusi.

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