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Pali

18 maggio 2009

Gli Stati Uniti sono la terra delle mille e più stranezze.

Per esempio i super grassi che hanno bisogno della carrozzella per potersi muovere, le porzioni di cibo megagalattiche, la gente che veste in flipflop e t-shirt con i mucchi di neve sulla strada e temperatura sottozero. E questo non è che un piccolo campionario.

Un altra piccola-grande stranezza è l’enorme quantità di pali di legno che vengono usati.

Nel nostro piccolo paese arretrato le line elettriche di media tensione e quelle telefoniche sono interrate, al massimo corrono su pali di cemento armato, diritti, resistenti.

In USA invece ci sono foreste di pali di legno, tutti storti, affollati, indisciplinati, anarchici. Pali che al primo vento vengono giù lasciando senza corrente e telefono migliaia di famiglie.

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E questo non è che un esempio, direi che addirittura sia un esempio ordinato. Ho visto cose incredibili! Decine di cavi aggrappati a pali curvi sotto il peso di altrettante decine di trasformatori, isolatori montati decisamente a caso e fili che s’intrecciano.

Mi domando come nei tecnologici ed avanzati Stati Uniti d’America possano sopravvivere questi dinosauri, antiecologici e poco efficienti! 😉

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14 commenti
  1. dancin' fool permalink
    18 maggio 2009 11:21 pm

    in effetti è un po’ strano… non l’ho notato in modo particolare, dove sono stata io… però ho fatto caso ad altre cose, tipo le case, i giardini… a volte pareva di vivere in un “campeggio”, più che in un quartiere residenziale…

    (però quello mi piaceva 🙂

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  2. 18 maggio 2009 11:30 pm

    Posso confessare una cosa?
    Nonostante la maggior parte siano di legno e poco più, io adoro le case americane.
    Enormi, relativamente poco costose e generalmente con tanto giardino attorno (beh, non a Manhattan, ovviamente!).

    Da una parte non mi piacciono quegli agglomerati di case che sembrano finti (alla Milano2 per intenderci) dall’altro adoro quel silenzio e quegli spazi.

    Sono una contraddizione vivente?

    Eppure se potessi mi comprerei un pezzetto di terra e mi ci farei costruire sopra una bella casetta in legno e poco altro in modello USA…

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  3. 19 maggio 2009 10:26 am

    Questa cosa dei pali di legno ( che si vedono anche nei film) è effettivamente strana … chissà come mai non interrano tutto?

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  4. 19 maggio 2009 3:39 pm

    nono…ce l’ho io la soluzzZione dell’archano…

    Sono i vecchi pali dei telegrafi, che per risparmiare hanno convertito in telefoni, elettricità ecc…

    E sui telefoni mi preoccupa un po’…tutti ‘sti cavi attorcigliati…ma ci si sente i belati delle capre per telefono in ammerega?

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  5. 19 maggio 2009 4:05 pm

    Io quello che non capisco sono i barilotti-trasformatori attaccati ai pali. La corrente elettrica in casa poi e’ tutta a 110, ECCETTO per l’asciugatrice e lo scaldabagno (quindi si devono avere prese diverse).. Poi ho scoperto che in Italia, alla base di Sigonella, devono comprare le asciugatrici speciali, perche’ li’ e’ all’inverso – tutto a 22o, ma le asciugatrici vanno a 110… Boh!! e chi li capisce! (su questo, ma anche su molte altre cose!)

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  6. 19 maggio 2009 5:47 pm

    non c’avevo mai fatto caso

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  7. 19 maggio 2009 8:24 pm

    Si, si…da noi era caduto un albero coi venti di Santa Ana qualche mese fa e ha tirato giu’ un palo. Noi e alcuni vicini siamo rimasti senza utenze telefoniche/tvcable/internet per alcuni giorni, a seconda sella velocita’ del provider nell’intervenire a rimettere tutti i cavi a posto sul NUOVO PALO. Grazie al cielo hanno levato alcuni dei fili che non vengono piu’ usati!

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  8. 19 maggio 2009 11:49 pm

    Barbara: probabilmente perchè il legno agli ammerigani non costa nulla e poi perchè ho l’impressione che scelgano sempre la via più semplice e meno costosa. Evidentemente interrare tutto gli costa più del ripristinare le linee dopo ogni forte temporale.

    Angelo: bah, e chi lo sa? Può essere! Beeeeehhhhhh!!!!

    Navide: e certo, da noi le asciugatrici giganti modello americano non ci sono! Se le devono importare da casa!

    Tania: benvenuta!

    RdT: Vedi che sono curiosi? I fili non più usati restano li finché a qualcuno non viene l’idea di rimuoverli!

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  9. 20 maggio 2009 3:26 pm

    Forse passa anche di qua il perenne contrasto americano, tecnologia spinta e spirito conservatore….

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  10. 21 maggio 2009 12:40 am

    Dedy: pensandoci, più che spirito conservatore io lo definirei come il principio KISS: Keep It Simple Stupid!

    Della serie: se funziona in modo accettabile, perchè cambiare?

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  11. 21 maggio 2009 2:21 pm

    e che ne dite dei sistemi elettrici casalinghi? La vite da girare per accendere una lampada? O la scintilla ogni volta che si pigia un interruttore? O il barbaro miscelatore della doccia? e per concludere: la terrificante e imbarazzante forma dei w.c.????????

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  12. salvogullotto permalink
    21 maggio 2009 5:29 pm

    nonostante ogni uraganino che passa li lascia tutti senza case, continuano col legno…

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  13. 21 maggio 2009 6:58 pm

    Questi pali li trovi sulla costa east e nelle regioni sviluppate 50+ anni fa. Qui a SV nei “quartieri” nuovi (leggi quartieri e pensa a ville a schiera all’americana) tutti i cavi elettrici sono sepolti, niente pali. Quando li trovi, di solito sono quelli in aree piu’ vecchie (considera che SV e’ stata “incorporated” nel 1956) sono ti cemento.

    E le case di legno comunque costano meno (in Italia non avremmo mai avrei pensato di poter vivere come vivo adesso…) e vengono costruite in tempo record. Non vedo cosa ci sia di male. Mia sorella a 35 anni non puo’ nemmeno comprarsi un appartamentino a Milano!! A causa di questo, quanti italiani, uomini e donne, vivono ancora a casa a 40 e + anni? Cosi’ come gli italiani non capiscono il perche’ delle case di legno, cosi’ gli americani non capiscono come facciano delle persone adulte a vivere con mamma’ una volta finiti gli studi e trovato lavoro! 🙂

    Quando vivevamo in California poi, ci consolava sapere che, in caso terremoto, non ci sarebbero crollate in testa tonnellate di mattoni, ma schegge di legno!!

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  14. 22 maggio 2009 9:45 am

    Francesca: i WC con il “laghetto” dentro sono la mia passione! 😉 la prima volta che ne ho visto uno ho pensato: “cavolo ho il WC intasato!”

    Salvo: in realtà io vorrei tanto avere una casa “all’americana”. Moky ha perfettamente ragione: costano meno, si costruiscono alla svelta e con minore sforzo e non hanno problemi in caso di terremoto. I miei amici americani hanno case che qui ce le sognamo, pagate MOLTO meno.

    Moky: sulle case quanto sono d’accordo! Certo, forse la manutenzione di una casa “americana” deve essere fatta più spesso di una completamente costruita in cemento armato ma imma gino che sebbene più frequente costi meno di quella da fare ad una casa “all’italiana” (qui per rifare un bagnetto mi hanno chiesto 12000 Euro!).

    In effetti hai ragione anche sui quartieri nuovi, li i pali non ci sono.

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