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Giochi geek – il geocaching

14 marzo 2009

Attenzione! Questo post è geekkissimo! Chi ha in odio oppure è allergico alla tecnologia farebbe bene a passare oltre! 😉

Ai giorni nostri il termine “GPS” è stato declassato a sinonimo di navigatore satellitare, quell’aggeggio che mentre guidi ti da’ le indicazioni per arrivare ad una certa destinazione, generalmente con una voce antipatica: “in 100 metri gira a destra”, “vai a destra alla rotonda, prima uscita”, “gira a destra e poi arrivo”, etc.

In realtà, il GPS (acronimo di Global Positioning System) è la tecnologia su cui si basano (anche) i navigatori satellitari e ridurla alla funzione di navigazione è molto riduttivo, specialmente per i veri geek ed hacker. Questa tecnologia si basa sul sistema NAVSTAR,  una costellazione di 31 satelliti in orbita attorno alla terra (di cui almeno 24 sempre attivi e gli altri di scorta); questi satelliti sono stati messi messi in orbita dal governo americano inizialmente per scopi militari ma nel 2000 il presidente Clinton decise di aprire completamente l’accesso a questa tecnologia anche ai civili determinando un vero e proprio boom delle applicazioni GPS.

Il GPS funziona in modo che in quasi ogni punto del pianeta (le zone polari sono escluse) gli utilizzatori si ritrovano sulla testa almeno 4 (5 sono richiesti per un funzionamento ottimale) satelliti GPS che inviano verso terra una serie di segnali radio (mitica radio! come faremmo senza!? Grazie “zio” Guglielmo!) che interpretati dal ricevitore vengono trasformati in latitudine, longitudine ed altitudine sul livello del mare. In caso poi l’utilizzatore sia in movimento, è possibile calcolare anche la direzione di movimento rispetto al nord e la velocità. Tutto questo ambaradan, piuttosto semplice da descrivere è in realtà complicatissimo da far funzionare e necessita di un hardware e software di tutto rispetto, compresi dei precisissimi orologi atomici installati a bordo dei satelliti, orologi che risentono (ovviamente) degli effetti relativistici dovuti alla loro velocità relativa tanto da andare “avanti” rispetto ai loro analoghi a terra di 38 microsecondi al giorno (esattamente quelli previsti dalla teoria della relatività).

Anche l’Unione Europea, tramite la propria agenzia spaziale  sta provvedendo ad implementare un proprio sistema di posizionamento globale, denominato Galileo. Questo sistema, concepito per scopi esclusivamente civili, sarà indipendente dal GPS americano (anche se interoperabile con esso e con l’analogo sistema russo chiamato GLONASS) e permetterà di affrancare gli utenti dalla dipendenza dal dipartimento della difesa americano che potrebbe decidere senza preavviso (come è successo in occasione di conflitti) di sospendere il servizio o addirittura di alterare i dati forniti dal sistema. Galileo inoltre sarà più preciso del GPS americano, fornirà dati più accurati in ambiente urbano e maggiori dei 75º di latitudine (ben più a nord Capo Nord in Europa) e permetterà anche applicazioni commerciali (altissima efficienza, accuratezza, trasmissione di informazioni aggiuntive) che permetteranno di ripagare il sistema. Al progetto Galileo si sono uniti anche partner extra-europei come Israele e Cina.

Fatta questa lunga premessa, se metti insieme un geek, un ricevitore GPS, la voglia di viaggiare e scoprire posti nuovi e magari un po’ insoliti, la voglia di giocare e un pizzico di avventura ottieni il Geocaching.

Questo gioco è nato il giorno successivo a quello in cui il presidente USA liberalizzò il segnale GPS; un americano andò su una collina e nascose un contenitore pieno di piccoli oggetti. Poi pubblicò su un newsgroup usenet le coordinate ottenute tramite il suo ricevitore GPS invitando altri a trovare il contenitore ed a riportare le loro esperienze.

Da quel giorno in poi il gioco si è esteso a tutto il mondo e milioni di geocacher nascondono questi piccoli contenitori, di solito in posti interessanti da un punto di vista storico e naturalistico. Questi piccoli contenitori, che possono essere quelli da frigo, quelli dei rullini fotografici o altro, contengono un piccolo log dove registrare le visite e spesso anche piccoli oggetti, di poco valore che possono essere scambiati tra i visitatori di quella che in gergo viene chiamata geocache o più brevemente cache.

Il fulcro del gioco è un sito internet, www.geocaching.org dove gli utenti (gli account si creano gratuitamente) inseriscono la posizione delle cache, dove si registrano le visite e si possono raccontare le storie connesse alla ricerca delle cache. Chiunque può nascondere una cache ed inserirla sul sito. La parte più divertente però è la ricerca delle cache, attività che guida il geocacher alla scoperta di posti nuovi ed interessanti, spesso connessi a storie particolari oppure a panorami mozzafiato.

Per partecipare a questa sorta di caccia al tesoro occorre semplicemente registrarsi sul sito, avere un ricevitore GPS e tanta voglia di viaggiare in posti sconosciuti. Una volta registrati, si possono ricercare le varie cache e decidere quali si vogliono cercare (magari nel luogo prossima meta delle vacanze o della gita domenicale) e scaricare i relativi riferimenti sul proprio ricevitore GPS. Poi, una volta arrivati nelle vicinanze, basta farsi guidare dal GPS fino  alla scoperta della cache e dei luoghi circostanti. Ovviamente spesso il GPS da solo non basta a scoprire la cache e così entrano in gioco l’abilità del giocatore, anche perchè spesso le indicazioni per trovare le cache contengono enigmi ed indovinelli che rendono tutto più divertente.

In Italia ci sono più di 2750 cache attive e migliaia di geocacher.

Personalmente, per fare geocaching, io uso un Garmin Etrex Vista, il mio iPhone (c’è un programma apposito da scaricare tramite AppStore!) ed ultimamente anche il Garmin EDGE 305 che ho montato sulle bici.

Insomma, il geocaching è un gioco che unisce tecnologia e natura, curiosità e cultura: cosa volere di più? Buon divertimento!


PS = in questo post il sistema NAVSTAR ed la tecnologia GPS sono descritte volutamente in modo molto semplicistico e quindi impreciso. Non me ne vogliate, eh!

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11 commenti
  1. 14 marzo 2009 9:40 pm

    Fico!

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  2. 15 marzo 2009 1:50 pm

    Ah…questa cosa del geocashing mi stramancava…ma guarda la gente che cazzo si va ad inventare.

    Solo una precisazione sul GPS…il segnale non è più o meno preciso….ma più o meno crittato. È vero che è stato liberalizzato, ma non completamente. I militari inseriscono un errore voluto di qualche metro. Il segnale “pulito” è talmente preciso che lo utilizzano come livelle durante la stabilizzazione dell piattaforme petrolifere dato che garantisce precisioni nell’ordine del millimero!

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  3. 15 marzo 2009 4:08 pm

    Nelsoncocker: 🙂

    Angelo: come ho scritto, ho spiegato il GPS in modo molto semplificato. La “liberalizzazione” è stata comunque fondamentale perchè prima la precisione del segnale “civile” era di 100-200m mentre adesso di circa 6 metri (anche di meno sfruttando il sistema EGNOS).

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  4. 15 marzo 2009 6:24 pm

    @alex: sisi..ovvio…era solo per far capire quanto possano essere infidi i militari.

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  5. rurinedda permalink
    15 marzo 2009 6:53 pm

    ragazzi, nn so quali siano le vs. fonti, ma personalmente mi sono occupata di rilievi topografici con gps ed utilizzando il metodo statico (si usano 2 ricevitori:uno fermo e l’altro che gira sui punti; su ogni punto ci si ferma circa 20 min) con post elaborazione dei dati, si raggiunge una precisione dell’ordine dei 5 mm. Ed è riconosciuto a tal punto che si usa per monitorare le zone franose.
    Ovviamente si devono possedere 2 ricevitori molto potenti e programmi di post elaborazione. Ma se veramente ci fossero errori inseriti volutamente, nn credo che sarebbe possibile bypassare il problema in un modo relativamente semplice….
    Per quanto riguarda il geocaching: nn si smette mai di essere piccini….cambia solo la modalità!! Che esseri bizzarri che siamo…. 🙂

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  6. 15 marzo 2009 7:15 pm

    Alex…perdona la mia ignoranza…non ho capito nulla!!!

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  7. 15 marzo 2009 8:48 pm

    Angelo: è per questo che è importante Galileo!

    Rurinedda: Immagino che per le applicazioni che dici tu venga appunto in soccorso il sistema EGNOS. Per il Geocaching, l’importante è essere giovani dentro, no?

    Dedy: dove, nella parte “tecnica” oppure su quanto riguarda il gioco?

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  8. 16 marzo 2009 6:40 pm

    voglio un GPS voglio un GPS voglio un GPS voglio un GPSvoglio un GPSvoglio un GPSvoglio un GPSvoglio un GPSvoglio un GPSvoglio un GPSvoglio un GPSvoglio un GPSvoglio un GPSvoglio un GPSvoglio un GPSvoglio un GPSvoglio un GPSvoglio un GPSvoglio un GPS!!!!!
    Anche io voglio fare la caccia al tesoro!
    Alice invidiatrice

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  9. 16 marzo 2009 8:48 pm

    Aliceinvidiatrice: eheheh! Contagiata! 🙂

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  10. 17 marzo 2009 7:44 pm

    Niente…e che ci posso fare, sono un caso patologico!

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  11. 17 marzo 2009 10:29 pm

    Dedy: se vuoi posso spiegarti in modo diverso. Il geocaching è una sorta di caccia al tesoro dei giorni nostri, dove le indicazioni per giungere ai “tesori” sono espresse in forma di coordinate geografiche (latitudine e longitudine).
    I tesori sono chiamati “cache” e le loro coordinate sono tutte registrate in un sito internet. Queste cache sono di solito costituite da un piccolo contenitore contenente degli oggettini di piccolo valore ed un log dove le persone che hanno trovato la cache registrano il loro passaggio. Le cache sono messe in posti particolarmente interessanti dal punto di vista storico o architettonico ed il loro scopo finale è far conoscere questi luoghi ai visitatori.

    Più chiaro adesso? 🙂

    —Alex

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