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Signore e signori, ecco a voi il martire…

2 marzo 2009

Leggo con dispiacere che oggi la mia regione ha ospitato Percy Schmeiser in un incontro pubblico.

Magari non sapete chi è questo signore canadese e quindi mi sembra doveroso fare una piccola premessa (olte a quello che potete leggere sul blog di Dario)

Il signore in questione è un agricoltore che gira il mondo sostenendo che i suoi campi sono stati contaminati dalla colza OGM prodotta dalla Monsanto e che la stessa diabolica multinazionale non si sarebbe solamente accontentata di contaminare il raccolto del povero signore ma lo avrebbe persino denunciato per avere usato la colza transgenica senza aver pagato la royalty. Come dire: al danno si sarebbe aggiunta la beffa.

Questo signore, che ha pure un sito internet dove tenta di rastrellare donazioni per sostenere la sua causa contro gli OGM, adesso gira il mondo ospite di associazioni come Greenpeace, Slowfood e di catene di distributori come la Coop.

Per esempio, la sua storia è raccontata così in uno dei tanti siti:

la Corte suprema canadese ha infatti sentenziato che non importava che la violazione di brevetto (o contaminazione, a seconda dei punti di vista) fosse non solo non voluta dagli Schmeiser, ma addirittura sgradita, e che non aveva assolutamente rilievo il modo in cui fosse accaduta. Il solo fatto che sui loro campi si trovasse DNA sotto brevetto era sufficiente a imporre il pagamento dei diritti di proprietà intellettuale a favore di Monsanto.

Purtroppo la sua storia non è andata esattamente così, anzi se leggendo fino a qui vi siete fatti l’idea che il povero sig. Schmeiser sia un perseguitato, beh, continuate a leggere e vi ricrederete.

In realtà le cose sono molto diverse e basta leggere gli atti del processo per rendersene conto.

Nel 1996 Schmeiser trova della colza geneticamente modificata* ai margini di un suo campo ed invece di distruggerla o di chiedere a Monsanto la bonifica a loro spese, le irrora di erbicida in modo da selezionare solo quella OGM ed eliminare le piante di colza normale.

Schmeiser raccoglie la colza OGM dal campo spruzzato con l’erbicida ma non la vende. Separa i semi, li tiene separati e gli immagazzina per l’inverno, perfettamente cosciente del fatto che fossero semi OGM (visto che li aveva selezionati apposta usando l’erbicida). L’anno successivo Schmeiser manda i semi al trattamento per prepararli per la semina e poi li pianta in più di 10o0 acri dei suoi campi. Questo comportamento (che pare strano in un paladino anti OGM) è quello che gli ha valso la condanna in tre gradi di giudizio in Canada.

Quindi il povero agricoltore non è stato perseguitato dalla cattiva multinazionale per colpa di una contaminazione accidentale ma perchè lui, ha selezionato e ripiantato i semi OGM (probabilmente arrivati veramente in modo accidentale nel suo campo) senza pagare la royalty alla ditta Monsanto. Il tutto fatto per puro profitto, non per caso fortuito.

Quello che mi preme sottolineare è che la cattiva informazione ed il pregiudizio abbiano trasformato un volgare furbetto (così come accertato da tre gradi di giudizio) in un paladino della lotta contro le multinazionali; ma se era tanto contrario agli OGM ed alle multinazionali perchè ha scientamente deciso di selezionare solo le piante OGM e di ripiantarle addirittura su 1000 acri l’anno successivo?

Inoltre, come contribuente, mi dispiace veramente che pure la mia regione abbia impiegato fondi pubblici per fare pubblicità a questo signore. Ho anche scritto una mail alla direttrice dell’ARSIA Toscana ma non ho ottenuto (ovviamente?) alcuna risposta.

Di questi giorni la vera informazione sembra utopia.

* La colza modificata geneticamente commercializzata da Monsanto, possiede un gene che al contrario della colza “normale” la rende immune all’erbicida glifosate.

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9 commenti
  1. 3 marzo 2009 10:59 am

    Con l’ARSIA ho avuto a che fare anni fa, sono dei perfetti incompetenti…a malapena sanno cosa fanno.

    Questi casi non sono isolati…ho imparato a diffidare di guru ed altri sedicenti ambientalisti o sensazionalisti, che vedono solo quello che gli interessa fregandosene dell’oggetività delle cose.

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  2. rurinedda permalink
    3 marzo 2009 11:53 am

    i media sono bravissimi a far apparire bianco quello che è nero, specie quando il bianco fa più notizia!!!!

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  3. 3 marzo 2009 12:18 pm

    Angelo: ormai l’oggettività è una bestia rara. Requiem.

    Rurinedda: non solo i media taroccano le notizie (e forse è più per pigrizia nel verificare le fonti che per malizia), il problema sono le vare organizzazioni che “tirano acqua al loro mulino” manipolando tutto e tutti.

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  4. 3 marzo 2009 5:41 pm

    phew… I’m back (kinda)…
    Be’, io ‘sta storia non l’avevo ancora sentita. Grazie per la delucidazione, perche’ altrimenti sarei stata anche io risucchiata nel sensazionalismo-vittimismo generale. E’ sempre difficile credere nell’innocenza di una multinazionale, siamo cosi’ abituati a vedere il buon Davide combattere contro il cattivo Golia…
    La parte “bella” allora e’ che la giustizia canadese non si e’ fatta infinocchiare!
    Per quanto riguarda Greenpeace, la maggior parte delle cause che sostengono sono valide… ovvio che ogni tanto inciampino nel furbetto di turno…

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  5. 3 marzo 2009 5:52 pm

    Ma guarda che furbo sto tipo qua, fa il paladino dell’ambiente e poi che fa?! si arricchisce e basta. Questa storia non la sapevo, grazie di averla postata, sembra che ultimamente ci dobbiamo districare nella giungla delle notizie “rielaborate” dai media.

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  6. 3 marzo 2009 7:22 pm

    Moky: non l’avevi sentita perchè la sensibilità dell’opinione pubblica americana sugli OGM è differente e da voi c’è meno diffidenza precostituita. Greenpeace putroppo ha bisogno di molti fondi ed un buon modo per procurarseli pare essere anche lo sfruttare le paure della gente con allarmi spropositati e notizie manipolate ad hoc.

    Tokyonome: putroppo non solo i media rielaborano le notizie (vedi in campo sociale o politico) ma ci sono anche i complottisti di professione, quelli che dappertutto vedono inganni, complotti e uomini in nero pronti a uccidere per difendere terribili segreti che la “gene non deve conoscere”. Questi tipi si dividono in due megagruppi: il primo è quello dei boccaloni che abboccano a qualsiasi panzana basta che abbia il sapore del “contro il regime” o della “verità rivelata solo agli iniziati” gli altri sono quelli che campano sulle spalle dei poveri boccaloni e gli spillano soldi. Questi ultimi sono in genere i creatori di queste panzane e lo fanno per mero interesse personale (money!).

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  7. 3 marzo 2009 10:06 pm

    Vado via un paio d’ore, rientro e mi cambi il layout… vabbe’, volevo solo commentare i tuoi commenti e dire AMEN!

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    • 3 marzo 2009 10:23 pm

      😀
      È un esperimento…
      Se piace lo lascio, in caso contrario si ritorna all’originale! 😉

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  8. salvogullotto permalink
    4 marzo 2009 5:02 pm

    la monsanto…
    quella parolina “santo” dentro il nome, diciamo che non trova nessun riscontro poi nella politica che attua la multinazionale stessa…

    certo, io non so assolutamente nulla di questa storia, ma a occhio, fa parte di quelle storie dove ognuno ha la sua parte di ragione e ognuno ha la sua parte di torto!

    Un vero coltivatore, non ha il tempo di girare il mondo. Probabilmente il signore si era stancato di coltivare campi ed è riuscito a inventarsi un ottima e redditizia attività!

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