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A quando?

25 febbraio 2009

Dopo l’idiozia anti-kebab del sindaco di Lucca eccone un’altra targata Roma fresca fresca:

Scuole, è quaresima anche nel piatto fino a Pasqua in mensa niente carne.
Roma, il Comune varia il menu del venerdì. E negli istituti scatta la rivolta. “Solo pesce per accontentare i cattolici”.
Nelle scuole romane oggi e per sei venerdì fino al 3 aprile si servono solo pesce e uova.

La trovata viene da un’assessore di AN, tale Laura Marsilio che evidentemente è più osservante del papa stesso visto che la conferenza episcopale italiana ha stabilito che i cattolici si astengano sì dalle carni i venerdì di quaresima ma limitatamente ai maggiori di 14 anni. I bimbi delle scuole romane (dai 5 ai 13 anni) sono dunque esentati dal precetto del digiuno quaresimale anche se cattolici bigotti osservanti.

La cosa che mi fa’ imbestialire però è che le scuole (non solo quelle romane) sono piene di alunni delle più disparate religioni, però l’assessore ha voluto blandire specificatamente i cattolici (con un provvedimento tra l’altro inutile visti i precetti stessi della chiesa cattolica), evidente segno di servilismo verso oltretevere. E non ci vengano a raccontare di aver agito dietro richieste dei genitori, riichieste che avrebbero potuto benissimo essere dismesse con un invito a rileggersi il catechismo.

E non ci raccontino nemmeno di essere rispettosi delle varie culture perchè sono pronto a scommettere che nelle scuole romane, a fronte di moltissimi alunni di religione ebraica, islamica, indu e quant’altre, non esiste l’ombra di un menu kosher, vegetariano o quant’altro.

Io sono terrorizzato non solo da questa deriva filoclericale ma pure da questi intraprendenti amministratori che pur di fare bella figura non esitano ad essere più realisti del re.

A quando il ripristino formale della religione di stato (che non ufficialmente ci siamo già)?

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7 commenti
  1. 25 febbraio 2009 3:14 pm

    Scuola laica per uno stato laico no?

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  2. dr. Everett V. Scott permalink
    25 febbraio 2009 3:41 pm

    Ignoro il fatto romano ma quella delle mense scolastiche è un problema serio che è stato affrontato già da tempo, almeno da quando il numero dei bambini di fede islamica (inutile scrivere “osservanti”, no?) sono diventati un numero importante.
    I piatti di carne a base di suino (vedi il prosciutto cotto, piatto economico, pratico, rapido da servire e assai gradito dai bambini, più cotolette, pietanze farcite con prosciutto, ragù e altro) sono diventati scomodi a causa delle vibrate proteste delle mamme velate.

    Per una mensa scolastica una gestione molto articolata dei menù è possibile ma estremamente costosa: va considerato che ci sono già tutti i casi speciali (e sono più di quanto si creda) dei menù “sanitari” da fornire a quei bambini che hanno problemi di intolleranze alimentari. Da aggiungere che le uova sono assai malviste in ogni mensa scolastica in quanto alimento ad altissimo rischio virale.
    Rimangono i formaggi, il pollo e il manzo (che però di nuovo, per gli islamici, va macellato in maniera particolare e non sono poi ancora tantissimi i macelli industriali attrezzati con la macchina per imprigionare il bestiame, ruotarlo a testa in giù e scannarlo).
    Va inoltre detto che tutti i bambini, con pochissime eccezioni, non gradiscono piatti a sola base di verdure, ovvero vegani.

    Avendo l’obbligo di legge di fornire una certa percentuale di nutrizionali variati secondo un menù settimanale e dovendo escludere forzosamente le carni suine per non moltiplicare i costi di un menù già complesso si è ritornati alla grande al pesce spesso aumentandone l’offerta più di una sola volta alla settimana: accettato dai bambini cristiano cattolici come da quelli islamici (i cinesi, più saggiamente pragmatici di tutti, divorano qualsiasi cosa).

    Ovviamente si tratta di pesci tutt’altro che preziosi: vincono alla grande l’halibut e altri pesci di provenienza atlantica e orientale di prezzo ragionevole ma nutrizionalmente decenti. Tra l’altro trovo che l’offerta del pesce sia una ottima scelta.

    E questa è la piccola verità sull’aumento del pesce nelle mense (che per la verità non è mai mancato), altro che il “vaticacchio” (Vaticano + stocacchio).

    Il vostro dr. Everett V. Scott, specializzato – tra l’altro – in discipline alimentari.

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  3. 25 febbraio 2009 3:54 pm

    dr. Everett mi sa che hai ragione!
    Anche dove lavoro io la cuoca sta diventando matta: ci sta rifilando dello schifosissimo pangasio, tonno in scatola e uova sode per far contenti tutti.
    Non rimane che la pasta al pomodoro ( la varietà e quantità di verdura offerta dalla mensa è sempre ehm, pessima). Sempre che non ci siano celiaci….

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  4. 25 febbraio 2009 4:07 pm

    Nelsoncocker: stato laico? Ahahahahah!!!! Ma dove l’hai imparata questa barzelletta?

    Dr. Scott: ma ben venga il pesce nelle mense, ci mancherebbe! (e te lo dice uno che è ghiotto di pesce, specialmente quello che è generalmente considerato “povero” come alici, sarde, baccalà, etc.).

    Il problema non è l’aumento del pesce, il problema è che sia stata fatta una variazione del menù scolastico per rispettare un precetto cattolico (e bada bene che non è una speculazione, è scritto nero su bianco nella circolare dell’assessore!) quale l’astinenza dalle carni nei venerdì quaresimali.

    Invece di preoccuparsi del valore nutritivo dei pasti, della loro salubrità e sicurezza, l’assessore si preoccupa (per di più inutilmente visto che il precetto non si applica ai bambini!!!) della religione cattolica. Allora perchè non si occupa anche di rispettare i precetti alimentari delle altre?

    Prima che tu lo possa dire, sappi che a me dei precetti religiosi non me ne può fregare nulla. Secondo me la mensa comunale deve pensare solo al valore nutritivo ed alla sicurezza dei pasti serviti. Chi non gli va bene se lo porti da casa.

    Quindi caro “dottore” non ci sono giustificazioni per questo ennesimo atto di sudditanza clericale.
    Par quasi di essere nell’Afghanistan dei talebani.

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  5. 26 febbraio 2009 12:18 pm

    caro Alex e caro Dott. Scott, come non allibirsi davanti ad una imposizione? ben venga la varietà nel cibo, a tal proposito domenica ho potuto godere (mentre lavoravo per una festa multietnica) di cibo marocchino e del Burkina Faso , impossibile proporlo nelle mense scolastiche, ma un occhio al mondo, alle richieste incalzanti di amplificare il menù per soddisfare bimbi con culture diverse, sarebbe auspicabile nel 2009

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  6. 3 marzo 2009 6:07 pm

    la soluzione esiste sempre al problema della refezione contro i “gusti” dei genitori (e credimi, faro’ un giorno un post con il menu della scuola dei miei pargoli…): i miei non hanno mai mangiato il menu offerto dalla scuola, hanno sempre il loro lunchbox, anche prima che diventassimo vegani/vegetariani… Se uno vuole fare osservare il venerdi’ di magro ai figli (cosa che hai perfettamente ragione, non e’ obbligatoria per i bambini), che gli prepari un cestino con il cibo che vuole. Nessun intervento politico o religioso richiesto. Fine del problema.

    Il discorso del tentativo di “brown-nosing” fatto dal politico nei confronti della chiesa… … immagino che sia una mossa fatta per trovare consenso e voti… niente da dire, eccetto : blah!

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  7. 3 marzo 2009 7:27 pm

    Ma che squallore quando la politica viene fatta sulla pelle dei bimbi!

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