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La storia è qui

20 gennaio 2009

Magari tra 4 anni non la penserò più come adesso ma credo veramente che oggi sia un giorno storico e non solo per gli Stati Uniti d’America.

Sto guardando la CNN attraverso lo streaming privato sull’intranet organizzato dalla mia ditta per permettere a tutti gli impiegati di seguire questo giorno storico e devo dire che non ho mai visto tanta gente entusiasta, felice, fiduciosa nel futuro come oggi. Con qualche esagerazione, certo, visto che tutte le volte che viene inquadrato Obama si sentono ragazze urlare manco fosse uscito Bono Vox.

Certo anche questo è incoraggiante per una democrazia che storicamente ha sempre visto decrescere, negli ultimi decenni, l’impegno politico\sociale dei suoi cittadini che si sentivano sempre più lontani dalle stanze del District of Columbia, quelle del potere.

Spero che questa nuova ventata di entusiasmo porti anche ad un rinnovato impegno politico della società americana, cosa che indubbiamente non potrà che portare gli USA ad un nuovo, aumentato livello di democrazia.

Comunque voglio permettermi una nota critica: molti, Obama incluso, hanno dichiarato che oggi si avvera il sogno di Martin Luther King.

Ebbene non mi trovano d’accordo. L’elezione di un nero alla presidenza è sì un dato positivo, ma il sogno di MLK non era solo la fine della discriminazione razziale, egli sognava la fine di tutte le diversità. La cessazione di ogni discriminazione basata su genere, origine etnica, orientamento sessuale o religioso. Ma gli USA di oggi, nonostante abbiano eletto un nero come loro presidente sono ancora ben lontani da questo sogno. Basta essere qui e guardarsi intorno, vedere a chi sono “riservati” i lavori più umili ed ascoltare i propositi violenti verso i “diversi” che venivano fatti da coloro che partecipavano ai comizi della Palin. Quella gente non è sparita come per incanto; è sempre qui e continua a seminare odio e risentimento.

Il reverendo King sarebbe soddisfatto oggi ma non completamente felice.

A proposito, Lunedì qui negli States si è celebrato il Martin Luther King day e molti americani si sono dedicati ad opere di volontariato; incluso il presidente-eletto che si è rimboccato le maniche, ha indossato un paio di vecchi jeans ed è andato ad aiutare imbiancare una casa per senzatetto.

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11 commenti
  1. 21 gennaio 2009 3:59 am

    Io ho sempre criticato gli “iuessei” come li chiami tu, ma francamente un po’ per l’effetto Obama e un po’ per il triste confronto della simil-democrazia italiana sto rivalutando alla grande gli States.
    Non che abbiano una societa’ perfetta – ben lungi – come giustamente tu fai notare… ma penso abbiano dei meccanismi istituzionali che tutto sommato funzionano e permettono un’evoluzione positiva della societa’.
    Io quando sento le cose che succedono in Italia ho voglia di emigrare in Angola!

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  2. valeria permalink
    21 gennaio 2009 5:53 am

    a me quello che stupisce in tutti gli americani e’ l’amore per la loro terra, l’orgoglio. Servono entrambi per salvare un paese. Obama lo dice a ogni occasione che gli USA sono un grande paese. Lo ha detto anche oggi. Quando, appena subito dopo la sua elezione, ha detto al popolo americano: “…because we are and we will always be the United States of America” mi e’ venuto da sorridere e mi sono chiesta che cosa volesse dire con quelle parole. Ho pensato pure che avesse esagerato! Pero’ in questa frase c’e’ la chiave dello spirito americano. Noi in Italia non siamo mai orgogliosi e sbagliamo. insomma ho messo tanta carne a cuocere in questo commento, spero di aver detto qualcosa 🙂

    enjoy America.
    e spero anche io di non vederlo piu’ Bush!

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  3. anidrideperiodica permalink
    21 gennaio 2009 11:06 am

    in italia non siamo mai orgogliosi perchè non abbiamo motivo di esserlo. gli USA sono rappresentati da Obama, l’italia è rappresentata da piccole, meschine facce di gomma da avanspettacolo.
    ce li siamo scelti.
    io mi vergogno di essere nata in questo paese.

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  4. 21 gennaio 2009 1:30 pm

    Non posso che essere conento per l’elezione di Obama, McCain sarebbe stato sicuramente peggio. Purtuttavia gli americani continuano a starmi sui coglioni. E poi…cambieranno le sfumature, ma l’america è sempre l’america.
    Aspettiamo e vediamo…

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  5. 22 gennaio 2009 5:36 am

    Gao: non sono uno di quelli che pensa che con la “legge elettorale” giusta si possa fare una società migliore. Io penso sia lo spirito e la voglia di fare della gente che può cambiare un paese. In questo momento vedo tanta vogli adi fare negli americani e tanto menefreghismo e voglia di metterlo in culo al prossimo negli italiani…

    Valeria e Anidrideperiodica: il nostro paese sconta ancora 20 e passa anni di dittatura fascista da cui non ci siamo mai ripresi perchè non abbiamo avuto una Norimberga e perchè il fascismo tutto sommato piaceva a troppi italiani. A tutt’oggi coloro che sfoggiano sentimenti di amore per il paese, di sincero patriottismo (da non confondersi con il nazionalismo) vengono bollati di fascismo. Il motto dell’Europa è “uniti nella diversità”; nonostante questo, sebbene nessuno ci chieda di rinunciare alla nostra identità, lo facciamo più che volentieri per un sentimento di repulsione (più che giustificato) verso il fascismo. Ma siccome il fascismo non è mai stato cancellato dalla realtà italiana è oggi quasi impossibile dire “io amo il mio paese” senza essere considerato fascista.

    Anidrideperiodica: dovresti prendertela non con chi ci rappresenta ma con chi li ha votati! Dovresti piuttosto vergognarti di loro, non trovi?

    Angelo: conosco troppi ammerigani “per bene” per dire semplicisticamente “mi stanno sul culo”. A me stava sul culo la loro amministrazione ma non il popolo americano. Adesso che poi hanno dato un segnale di cambiamento senza precedenti mi stanno ancora più simpatici. Questa è una grandissima nazione, dove c’è tutto ed il contrario di tutto. Troppo facile generalizzare, si sbaglia per forza.

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  6. 22 gennaio 2009 9:36 am

    Non mi sta sul culo il popolo o il singolo…ma l’atteggiamento intero di una nazione…iosoio e voi nun siete un cazzo. Io vedo nella società americana il nostro futuro, e non mi piace. Ad esempio non mi piace che mi si chieda la carta di credito in ospedale, e non mi piace che ci siano scuole di serie A e B, C e così via. E non mi piace un sistema che ti considera solo se produci e ti espelle non appena non servi più…

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  7. anidrideperiodica permalink
    23 gennaio 2009 12:13 pm

    sì… mi vergogno infatti e degli uni e degli altri…

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  8. 23 gennaio 2009 7:56 pm

    Anche io sono stata contagiata da questa inziezione di speranza e ottimismo. Qui c’e’ il coraggio di cambiare, di fare scelte radicali, la gente si e’ mossa per votare perche’ ha creduto di poter rivoltare le carte in tavola e l’ha fatto. Ho sentito di molta gente che discredita Obama dire che qui lo vedono come il Messia. Non e’ vero. Pero’ e’ il simbolo del riscatto sociale avvenuto in decenni di fatica a integrare il diverso e il simbolo dell’America stufa di questi ultmi anni di gestione repubblicana. Lo ripeto. Anche io mi sono sentita carica come una molla:))

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  9. 25 gennaio 2009 9:22 pm

    Angelo: ed invece sbagli, per lo meno la maggioranza degli americani che conosco io non ha quell’atteggiamento. Quello era l’atteggiamento dell’amministrazione Bush, non sempre i governanti interpretano i sentimenti di cittadini.

    Anidride periodica: esatto…

    Regina dei Tucani: sì ho sentito anche io questa cosa. È evidente che quando si arriva a queste affermazioni si è proprio alla frutta.

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  10. 26 gennaio 2009 9:47 am

    Di americani ne ho conosciuti diversi, ma tutti lontani dallo stereotipo, se considerassi loro l’america sarebbe un paese meraviglioso…
    L’amministrazione bush, a mio avviso, ha semplicemente acuito quello che sotto sotto è lo spirito americano, quello che ha spazzato via il popolo dei nativi, quello dell’embargo a cuba, delle ingerenze in sud e centro america ecc…

    Adesso un NEGRO è il sindaco del mondo, speriamo che mi faccia cambiare idea (e che abolisca la pena di morte).

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  11. 27 gennaio 2009 3:17 am

    Angelo: lo stesso spirito americano che citi tu è quello che ha deciso di non volersi mettere a capo un altro Bush e di cambiare decisamente strada… No?

    Inoltre, tutte le “brillanti conquiste” che hai citato non sono certo state perpretate dal popolo ma dai suoi governanti e si ritorna al discorso precedente…

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