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Il terminal dei puffi

21 settembre 2008

Stavolta mi hanno catapultato in un terminal nuovo nuovo (c’è profumo di vernice), coloratissimo (sembra di essere nel villaggio dei puffi o in una puntata dei Simpson) ma soprattutto VUOTO.

Ci sono io, un altra decina di viaggiatori, 12 banchi check-in deserti, una selva di macchinette per il self check-in, una 50ina di sedie di durissimo metallo (ho il culo quadro) verniciato di arancione e basta!

Ah, dimenticavo c’è anche un triste chioschino che vende caffè.

Sono qui da 3 ore e ne deve passare ancora un’altra prima del mio imbarco per la destinazione finale.

Meno male c’è il WiFi!!!

AGGIORNAMENTO!!!

Il vero terminal è al piano superiore!

Passati i controlli di sicurezza si accede alla zona dei gate dove si trova un’accoglientissima sala con il duty free, un vero ristorante bar, tantissime poltroncine comode (in legno e panno verde vomito) prese di corrente ad ogni fila di poltroncine e, udite udite, pure simil salottini con poltroncine in cerchio attorno a tavolini.

La gente è tutta qui!

In compenso alla sicurezza mi sono imbattuto nell ‘ennesimo esempio di italica cafonaggine.

Signora 60enne con bellimbusto 25enne palestrato al seguito che la chiama per nome e non “mamma”, “nonna”, “zia” et simili anzi dandole del lei. Entrambi non capiscono una parola nè di francese nè d’inglese. Borse di Vuitton, vestito D&G lui e Chanel lei. Allo screening preliminare hanno i cosmetici in due sacchetti tipo “supermercato”. Reprimenda della signorina della sicurezza e forniture gratis di due sacchettini ziploc di dimensioni regolamentari; la coda non si muove e sento qualcuno lamentarsi in francese contro “les italiens”. Al metal detector solita figura di cacca, il ragazzotto chiede gentilemnte di chi siano le borse e lei “ma cosa vuole questo qui” e solita trafila del disgraziato per farsi capire. Come al solito…

Ma perchè non vanno a Cortina che va tanto di moda?

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4 commenti
  1. 22 settembre 2008 2:12 pm

    quando succede cosi’, io evito di parlare italiano.
    mi vergogno.

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  2. 22 settembre 2008 4:48 pm

    io taccio in silenzio, poi parlo in teesco (o inglese) e passo oltre…
    che tristezza! ce lo meritiamo calderoli… 😦

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  3. LaVale permalink
    23 settembre 2008 4:20 pm

    io non mi vergogno per nessuno, mi fanno sorridere sì e grazie a queste persone … io sto bene attenta a migliorarmi e non somigliare a chi non mi piace !

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  4. 24 settembre 2008 9:12 am

    Valeria e Fabio: Sigh, sigh, sob, sob 😦

    LaVale: invece io mi vergogno perchè alla fine siamo tutti (anche quelli non cafoni) accomunati a questi idioti. Hai sentito cosa diceva quello in fila dietro di me? “Ah, gli Italiani!”. Nel senso di “son tutti uguali”. Putroppo per colpa di questi cafoni facciamo tutti, nessuno escluso, una grande figura di cacca. Guarda, io viaggio molto all’estero per lavoro e ti posso garantire che in tutti i luoghi che ho visitato, il “turista” italiano si fa’ purtroppo riconoscere sempre e comunque… E questo non accade con le altre nazionalità.

    Poi è ovvio che non tutti gli italiani si comportino da cafoni ma ne bastano pochi per creare negli stranieri (a ragione) l’impressione che gli italiani siano così.

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I commenti sono chiusi.

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