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Opera mon amour

25 agosto 2008

In questa estate da dimenticare almeno una soddisfazione me la sono presa: sono andato a teatro a gustarmi una delle mie opere preferite del mio autore preferito: Turandot.

Atmosfera da fiaba, location stupenda, allestimento veramente bello e cast accettabile. Unico neo (secondo me che però non sono certo un esperto) una “presenza” troppo flebile dell’orchestra. Ho assistito a rappresentazioni della stessa  opera dove la presenza della musica è stata molto più imponente e maestosa. Va bene, mi accontenterò, non si può volere tutto dalla vita. Comunque devo dire che ho assistito a rappresentazioni ben più emozionanti di questa.

L’umanità del luogo era veramente variegata: ad una maggioranza in spolvero da gran gala si contrapponevano altri vestiti in modo sciatto e trasandato come se avessero dovuto andare in spiaggia. Non sono un fan dell’etichetta e del conformismo ma ciabatte infradito e bermuda a teatro stonano davvero!

Magari tornerò sull’argomento tra qualche giorno per descrivere meglio l’umanità che ci circondava 😉

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28 commenti
  1. 25 agosto 2008 8:35 pm

    “A proper attire” ci vuole. Son d’accordo con te, per certe cose gli infradito (fra le altre cose) sono inappropriati. Io oggi ho avuto la notifica del mio giuramento per la cittadinanza e ci sono le istruzioni su come venire vestiti. Cioe’, su come NON venire vestiti: niente pantaloncini, t-shirts, jeans e cappellino da baseball.. Uhm.. ma non e’ quello il tipico look dell’ammerigano??????

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  2. 25 agosto 2008 8:40 pm

    Appunto, vorranno che almeno quelli “nuovi” vengano su un po’ meglio! 🙂

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  3. 26 agosto 2008 7:45 am

    Mai stata all’opera, ma bazzico spesso per teatri, e concordo con le tue riflessioni. Purtroppo, credo che oggi questa indisciplinatezza e poco rispetto nel vestire sia molto comune…a partire dalle scuole…

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  4. verypipuffa permalink
    26 agosto 2008 9:41 am

    Forse la presenza flebile dell’orchestra è stata una scelta, presa per mettere più in risalto i cantanti. Disse pipuffa che capisce di opera almeno quanto di astrofisica…

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  5. rurinedda permalink
    26 agosto 2008 7:48 pm

    No: l’infradito no!!!!
    Solo in spiaggia, please….

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  6. 26 agosto 2008 10:00 pm

    Finalmente qualcuna che mi capisce! 😉

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  7. 27 agosto 2008 12:52 am

    Io, pero’, l’infradito mai a teatro,ma non lo porto solo in spiaggia (e dipende anche dal tipo di infradito).. mi perdonate?
    Siate clementi, almeno non sono crocs!

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  8. 27 agosto 2008 4:32 am

    voglio venire anche ioooo
    e giuro che non mettero’ infradito.

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  9. 27 agosto 2008 9:55 am

    Navide: Beh almeno siamo pari, tu con le infradito ed io con le Crocs 😉 (però non le metto per andare a teatro, sia chiaro!)

    Valeria: sei la benvenuta!

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  10. LaVale permalink
    27 agosto 2008 10:36 am

    triste , trovo che sia poco educato nel confronto degli artisti il presentarsi in modo trasandato .

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  11. 27 agosto 2008 2:55 pm

    Ma come Alex?? Le crocs?? 🙂
    Una mia amica le ha regalate alla mi’ figliola e a lei piacciono tanto (quei cosoni arancione fosforescente!!)
    A me invece ricordano la maschera di Hannibal Lecter nel Silenzio degli innocenti!!

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  12. 27 agosto 2008 6:39 pm

    Navide: ebbene sì, le Crocs. Ed anche io ce l’ho arancioni! (quando me le metto ed ho indosso la calzamaglia invernale da ciclismo nera sembro Daffy Duck!)
    Brutte tremende ma tanto comode e leggere! 😉

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  13. 27 agosto 2008 7:45 pm

    Se vengo in Italia d’inverno devi assolutamente fare la sfilata di moda per me (“Modello numero cinque: Giuditta!!”)

    😀

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  14. 27 agosto 2008 8:22 pm

    Amante dell’orrido, eh? 😉
    Io faccio, ma poi declino ogni responsabilità per eventuali complicazioni gastrointestinali!

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  15. 27 agosto 2008 8:32 pm

    ciao Alex, anche tu della vergine?

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  16. 27 agosto 2008 8:43 pm

    Facciamo cosi’, prima la sfilata di moda e poi, dopo le varie ed eventuali complicazioni gastrointestinale, quando tutto e’ passato, pastina al bar! (mica mi son dimenticata, sai?)
    😉

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  17. 27 agosto 2008 9:32 pm

    Valeria: yep! 31 (non gli anni, magari!)

    Navide: neanche io me la sono dimenticata!

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  18. 27 agosto 2008 10:48 pm

    🙂

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  19. 28 agosto 2008 12:45 am

    Ti piace la Turandot!!? Wow, dobbiamo festeggiare, un’altra cosa in comune!! 😀

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  20. 28 agosto 2008 8:45 am

    Mi hai fatto venire voglia di riprovare con i grandi del passato, visti i piccoli del presente…

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  21. 28 agosto 2008 8:54 am

    Simo: evvai! La lista si allunga! Per essere onesto mi piace tutta la lirica, in particolare mi piace Puccini ed ancora più in particolare adoro Turandot… Se non fosse per quello scialbo finalino scritto da Alfano…. 😦

    Fabio: non resterai deluso! L’unica “difficoltà” è che l’esperienza dell’opera (come quella del musical, vero Simo?) deve essere fatta dal vivo. I dischi o la TV non riescono purtroppo a restituire la magia del teatro.

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  22. 28 agosto 2008 10:53 am

    Infatti, mi riferivo alla magia live… 🙂

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  23. 31 agosto 2008 4:21 am

    Sì, sono assolutamente d’accordo sul fatto che la tv non rende affatto la magia di opera e musical!

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  24. 31 agosto 2008 7:38 pm

    sai che da giovane ho fatto la comparsa nella butterfly? unico problema? trovarmi le scarpe! eheheheh! pare che le giapponesi col 40 di piede siano merce rara.

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  25. 31 agosto 2008 7:52 pm

    Wow, Lucia, mi sorprendi sempre più!
    Teatro del Giglio?

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  26. 1 settembre 2008 8:42 am

    yes.
    una meraviglia! peccato che non sono mai riuscita a trovare le foto di scena…

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  27. 1 settembre 2008 8:22 pm

    Aggiungo la mia nota all’opera: certo, le fliflops, certo le crocs (che io ADORO… Nat, se cominci ad indossarle, non te le togli piu’… estate inverno, neve, quando c’e’, pioggia… una meraviglia!)… da una parte e’ interessante vedere che la cultura non e’ piu’ sinonimo di bacchettonaggine, cioe’ che stia allargando i suoi confini… pero’ e’ anche vero che ci vuole un po’ di buon senso/gusto. E poi, se non ci si veste “bene” per andare a teatro, quale altra occasione c’e’? ovvio parlo per me, here and now…

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  28. 2 settembre 2008 2:07 pm

    chè Puccini fa sempre pianser

    (Carlida Steffan, musicologa della Fenice)

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