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Ha 249 anni ma non li dimostra

16 agosto 2008

Nel 1759 un tizio ebbe a dichiarare:

Those who would give up essential liberty to purchase a little temporary safety deserve neither liberty nor safety.

Quelli che rinuncerebbero alle libertà essenziali per comprare una piccola, temporanea sicurezza, non meritano libertà e neppure sicurezza.

Questo tizio era Benjamin Franklin; un inventore, fisico, giornalista, diplomatico e politico americano, uno dei padri fondatori degli USA che partecipò alla stesura sia della dichiarazione d’indipendenza che della costituzione americana.

Non trovate che questa dichiarazione sia profondamente attuale?

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17 commenti
  1. 16 agosto 2008 4:20 pm

    Purtroppo temo che la maggior parte della gente oggi non sappia neanche cos’e’ una essential liberty.. (e forse la scambiano proprio con la temporary safety)

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  2. 16 agosto 2008 6:49 pm

    ci sto pensando da stamattina…

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  3. 18 agosto 2008 4:34 pm

    La dichiarazione è non solo profondamente ma DANNATAMENTE attuale.
    Gramsci diceva che la maggior parte degli italiani non ha idea di che cosa sia la libertà, ma crede che consista nella continua possibilità di divertirsi.
    Spesso, dico io, nel modo più superficiale.
    Ma quando quella “libertà” entra in crisi, apriti cielo! O meglio, apriti “sicurezza” che consiste quasi sempre in una limitazione della vera libertà… quella di esprimere il dissenso.
    Scusa il commento-fiume. Se ti va, passa sul mio blog, ok?

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  4. 18 agosto 2008 6:54 pm

    adoro Franklin, all’università lessi la sua autobiografia, uno testi più illuminanti della mia vita culturale… eccome se aveva ragione!!
    Ciao

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  5. 18 agosto 2008 8:58 pm

    Sono con Nat, la maggioranza delle persone non capisce la differenza… viviamo tutti nella paura che qualcosa di brutto ci possa capitare, che non ci rendiamo conto che quel “qualcosa di brutto” ci sta gia’ capitando!!

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  6. 19 agosto 2008 9:56 am

    La chiave di tutto è una sola: LA PAURA.

    Una paura, ben congegnata ed instillata nella mente delle masse è una leva potentissima e farà fare qualsiasi cosa.

    In USA è stata la leva per far accettare più di 4000 morti in guerra (rendetevi conto che sono morti più americani nella “guerra al terrorismo” di quanti morti abbia fatto il terrorismo stesso!)
    La stessa paura ha praticamente esautorato il Congresso e gli ha fatto approvare senza battere ciglio il famigerato PATRIOT Act. La stessa paura ha permesso al presidente americano di aggirare praticamente tutte le leggi, nazionali ed internazionali ed ordinare di compiere azioni che in un altro periodo avrebbero portato ad una sua incriminazione per crimini di guerra ed alto tradimento.
    Per non parlare delle altre fondamentalmente inutili restrizioni che accettiamo senza battere ciglio, basti pensare alle umlianti procedure per salire a bordo di un aereo… (e perchè per esempio non le applicano sui treni o sui traghetti?)
    la risposta è semplice: la gente ha paura degli aerei, ma non dei treni o delle navi, quindi è più facile imporre misure restrittive sugli aerei.

    Più restrizioni ci sono e più la paura aumenta e se aumenta la paura aumenta anche il “potere” che i governi hanno sulle masse.

    Una grande nazione come l’America avrebbe potuto reagire con “We are USA, siamo forti non ci batterà nessuno” invece ha scelto di avere paura. Perchè? Perchè così si sarebbero aperte “porte” insperate che avrebbero offerto la possibilità di aumentare la libertà di manovra dei governanti…

    La stessa cosa che sta avvenendo da noi con tutte queste storie sui Romeni, i nordafricani e gli altri extracomunitari in genere; termine che ormai è associato a “delinquente-poco di buono”. Chi mai però darebbe del delinquente ad un Americano, ad uno Svizzero oppure ad un Australiano?
    Tutte queste paure rendono la gente malleabile, prona ad accettare qualsiasi cosa.
    Viviamo nelle “emergenze”, quella immigrati, quelal dei rifiuti, quella della siccità, quella degli incendi… E nelle “pieghe” delle emergenze qualcuno mestola nel torbido ed aumenta il proprio potere e persino il proprio patrimonio… 😦

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  7. 19 agosto 2008 10:24 am

    @ adblues: Questo tuo commento e’ tristemente verissimo… ma non vedo proprio come uscirne se non diffondere pazientemente una cultura piu aperta. Ma ci vogliono decenni per cambiare su scala cosi grande….

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  8. 19 agosto 2008 11:31 am

    Andrea è un triste circolo vizioso.
    Se si diffonde ed alimenta la paura la gente tenderà a fidarsi di quelli che dichiareranno il loro impegno a “proteggerli”.
    Ovvio che poi questi avranno vita facile perchè non c’è nessuna reale od eccezionale minaccia in quanto la paura è stata creata artificialmente.
    Chi provasse a sfatare o sgonfiare la “minaccia” fasulla o semplicemente a parlare in toni meno cupi verrebbe (e viene) immediatamente tacciato di superficialità se non additato come un pericolo per la società, uno che “vuole consegnarci al nemico!”.

    Non concordo con te, sei ottimista, secondo me occorrerebbero almeno tre generazioni per invertire questa tendenza e riuscire a percepire un cambiamento sostanziale. A patto di iniziare adesso; più tardi iniziamo e più questa specie di cancro si radicherà nella società e sarà difficile da estirpare.

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  9. 19 agosto 2008 3:28 pm

    C’e’ una linea che non e’ facilmente definibile, Alex. Io e le persone che mi sono intorno qui non viviamo con la paura addosso. E non ho l’impressione che anche gli altri americani vivano in uno stato di paura. Ma da li’ a dire che la minaccia e’ fasulla e’ un passo troppo lungo. Purtroppo la minaccia e’ anche reale. O non ci sarebbe stato l’11 di settembre. O i vari atti terroristici in altre parti del mondo. Non si puo’ far finta di niente di fronte a queste cose. E una cultura “piu’ aperta” come dice Andrea non sempre e’ efficace, perche’ chi stabilisce il grado di “apertura”? Per noi occidentali puo’ essere piu’ facile pensare alla tolleranza e all’accettare il “diverso”, ma in altre culture e’ impensabile. E allora, come si conciliano le due cose?
    Non so se ha senso quello che sto scrivendo.. mi sono appena alzata e non connetto bene.. e poi mi sa che e’ un discorso troppo lungo e per il quale alla fine non ho risposte.
    Meglio che vada a farmi un caffe’, che dici?

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  10. 19 agosto 2008 4:12 pm

    Navide: se il caffè è “di quello buono” e non la brodaglia ammerigana va benissimo!

    Per quanto invece concerne la “minaccia fasulla” forse non mi sono spiegato bene. Non nego che ci siano dei pazzi pronti a seminare il terrore se ne avessero le possibilità. Quello che nego è che oggi tale minaccia sia più grande\attuale di ieri, di un anno o 10 anni fa.

    Ovvio che non si può fare finta che non esista ma i mezzi per contrastare tali pazzoidi esistono già da molti anni e non servono le “misure d’emergenza” tanto pubblicizzate (ricordati degli anni di piombo in Italia, non sono state certo le leggi speciali a fermare i terroristi ma la normale e direi ordinaria attività di polizia e della magistratura).

    Lo stesso vale per gli immigrati. In Italia negli anni ’60 tuti i meridionali erano accusati di essere delinquenti, poi con il cambiar dei tempi la “minaccia” è stata passata ai neri, poi agli Albanesi ed adesso ai Rom.
    Adesso ci vogliono far credere che ci sia nel nostro paese “un’emergenza” immigrati, ma le cifre dimostrano chiaramente che il flusso degli arrivi non è diverso da quello riscontrato negli ultimi 5 anni; anzi almeno nella mia città (tu sai quale) si è registrata una flessione del numero degli immigrati, probabilmente perchè si sono spostati in zone per loro più “confortevoli”.

    Sulla tolleranza culturale il discorso è molto ampio e meriterebbe una sede più nobile di un blogghino. Butto solo una pietruzza: non credo che questi terroristi cattivoni siano genuinamente mossi da un’intolleranza alla cultura occidentale. Penso davvero che dietro ci sia molto di più. Le persone semplici sono convinti a partecipare alla lotta con queste “scuse” ma i loro mandanti li usano per ottenere e mantenere qualcosa di più concreto e vecchio come il mondo: il potere.

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  11. 19 agosto 2008 4:28 pm

    Il caffe’ non l’ho ancora preso. Ma e’ assolutamente italiano (la mia fedele moka) e avuto coi pacchi da emigranti che mi manda i’ mi’ babbo! 🙂
    Vedi, poi che era il sonno.. perche’ son d’accordo con te.
    Il sonno comunque c’e’ ancora.. e vado a provvedere che’ il caffe’ e’ uscito. Stavolta vado a bermelo davvero.
    Buona giornata.
    A dopo.

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  12. verypipuffa permalink
    20 agosto 2008 10:43 am

    i loro mandanti li usano per ottenere e mantenere qualcosa di più concreto e vecchio come il mondo: il potere. E/o i soldi!

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  13. 24 agosto 2008 9:55 pm

    non rinuncerei per nulla al mondo alla mia libertà, nemmeno ad una piccola parte
    la sicurezza ce la dobbiamo creare noi, almeno provarci, almeno quanto basta
    si trovo che siano parole adattabili ai nostri giorni, al modo di vivere dei nostri giorni
    vero è che il passato ha scritto molte verità
    toccata e fuga 🙂 torno in vacanza…
    Buona serata.

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  14. 25 agosto 2008 8:54 am

    Zia Navide ha sempre ragione… Certe cose, oltre a non avere prezzo, non hanno neppure la giusta nostra stima…

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  15. LaVale permalink
    25 agosto 2008 10:40 am

    buongiorno FOSSILE ! una vecchietta inside TE SALUTANT

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  16. 25 agosto 2008 1:36 pm

    Buongiorno anche a te Vale; ma io son giovane dentro… E’ l’involucro esterno che mi frega!

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  17. 29 agosto 2008 10:05 pm

    Si, attuale e dannatamente americana.
    Poveri.
    Ciao. Massimo.

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