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E tu questo me lo chiami caffè?

15 luglio 2008

Nello sciccosissimo hotel ho avuto la malagurata idea di chiedere un caffè, specificando bene “trés, trés serrez”, questa è la cosa che mi hanno portato…

Se non specificavo niente mi avrebbero forse portato una piscina olimpionica piena di brodaglia marroncina?

Notare la finesse della tazzina triangolare e senza manico!

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14 commenti
  1. 15 luglio 2008 1:17 pm

    non mi dire che pretendi il caffè italiano all’estero!!!
    a parte New York…lascia perdere…visto che sei in Francia beviti il pastis!!!
    😉

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  2. 15 luglio 2008 2:29 pm

    😦 immagino il sapore…anzi il non sapore
    tutte le volte che vado all’estero mi limito al tè,
    poi al ritorno faccio il pieno…
    mi chiedo…ma è così difficile fare un buon caffè??
    pare proprio di si 😀

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  3. 15 luglio 2008 2:53 pm

    Caro Alex,
    come ti capisco! Se non altro all’occhio “c’ha” la cremina… Quando vieni dalle mie parti, troverai che una delle cose bizzarre del paesello in cui vivo e’ che c’e’ un coffee-shop che fa il caffe’ buono, ripeto b-u-o-n-o! L’hanno aperto alcuni anni fa due ragazzi (marito e moglie) e prima di farlo (aprire il “bar”) hanno viaggiato per l’Europa ad imparare come fare un vero caffe’! Altro che Starbucks! Infatti alcuni dei baristi qui se non ti riconoscono come cliente e gli chiedi un espresso, vogliono essere sicuri che tu sappia che il loro espresso NON e’ come quello di Starbucks!
    Insomma, un angolo di paradiso… 🙂

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  4. 15 luglio 2008 3:41 pm

    Francesca: eh… buono il Pastis ma io devo pure lavorare!!!

    Navide & Irish Coffee: il sapore lo avete immaginato bene… Terrificante! In USA si trova chi fa un buon caffè, anche al difuori di NYC (da Navide ma anche a Indianapolis) ma in Francia è praticamente impossibile! 😦

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  5. 15 luglio 2008 11:34 pm

    E’ vero pero’… c’e’ la “cremina”… Per rispondere a Nat (la solita fortunata…), qui oltre ai soliti SBucks, hanno aperto nell’unica mall, un coffee -desk kiosk dove il tipo mi dice, mentre sta usando una sorta di pennello per spazzolare il caffe’ fuori dal filtro (!) : “Our coffe comes from Seattle… they know how to do it!”… Ah be’, se lo dice Joe Schmoe…

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  6. 16 luglio 2008 12:31 am

    Oh Moky! Mi hai fatto venire in mente quando andammo ad un ristorante “italiano” che aveva appena aperto.. Sul menu’ in riferimento ad una delle loro specialita’ c’era scritto: “Original italian recipe from Brooklyn” !!!!!! :-))))

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  7. 16 luglio 2008 8:50 am

    “original from Broccolino!” ROTFL!!!
    Ed immagino che la pizza l’abbiano inventata a Chicago, no? 😉

    Comunque la cremina galleggiava sopra un liquido dal colore e la consistenza del the… Vi lascio immaginare…

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  8. 16 luglio 2008 11:48 am

    DIOMMIO che roba schifosa! Il caffè con la consistenza del tè… blah!

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  9. burberry permalink
    18 luglio 2008 9:44 am

    Vado a farmi un caffè! All’italiana!! 😀

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  10. 18 luglio 2008 3:58 pm

    ho appena comprato sei pacchi di caffe’ che portero’ con me. Il caffe’ lo bevo solo a casa, mai nei “bar” ammericani.

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  11. 18 luglio 2008 6:11 pm

    Buon lavoro, e fatti risentire quando puoi.

    🙂

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  12. 18 luglio 2008 6:33 pm

    IL caffè italiano non lo trovi fuori dall’Italia purtroppo sigh 😦
    Consolati con baguette!! 🙂
    buon viaggio e buon w/e

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  13. 18 luglio 2008 11:25 pm

    Ringrazio tutti.
    Adesso sono riuscito a connettermi dall’albergo; dovrei poter essere in grado di farmi sentire un po’ più spesso!
    Comunque a forza di predicare, grazie pure ad un cameriere mezzo italiano sono riuscito a farmi fare un caffè un poco più decente!

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  14. 25 luglio 2008 2:09 am

    A me ispira…anche la tazzina la trovo ingegnosa….;)

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