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Fauna da aeroporto

14 luglio 2008

Sono qui seduto nella hall di una delle collezioni di umanità più varia che la mente possa concepire: il terminal 2D dell’aeroporto Roissy – Charles de Gaulle.

Ovviamente la mente perversa dei nostri cugini d’oltralpe non poteva concepire qualcosa che fosse funzionale, qualcosa di differente dalla famigerata “usìne a gaz” quindi anche l’orario dei voli non poteva che essere ispirato a questo principio: risultato tra i due voli ho la bellezza di tre ore da spendere a piacimento bighellonando nel terminal senza nemmeno il conforto della connessione alla rete visto che la mia token RSA ha avuto la brillante idea di suicidarsi così, all’improvviso senza nemmeno degnarmi di una spiegazione o un saluto.

Eccomi dunque qui, seduto su una seggiolina del terminal, scelta per la sua posizione strategica di fronte al passo della suddetta fauna.
Passa di tutto: turisti americani color latte vestiti come star dell’hip hop oppure talmente grassi che sembrano aver rubato il giubbetto salvagente dall’aereo, ragazzini scatenati rincorsi dalle mamme (queste immancabilmente spagnole o italiane). Coppiette mielose evidentemente reduci dal proprio matrimonio, categoria questa che si suddivide in due sotto-categorie: quelle in partenza e quelle al ritorno dal viaggio di nozze, quest’ultime riconoscibili per il carico di souvenir pseudo-etnici come cappelli di paglia, collanoni e gli immancabili bonghi o mascheroni zulu di legno (qualcuno mi spieghi perché l’acquistare questi obbrobri, paragonabili solo ai modellini di gondola o alle torridipisa segnatempo, sembri essere obbligatorio).

Ma ci sono anche gli immancabili tedeschi sandalocalzinati ed ustionati come aragoste, i severi addetti alla sicurezza armati di giganteschi fucili mitragliatori, bimbi eccitati dalla prospettiva della prossima avventura in volo e torme di ilari giapponesi (per qualche strana legge naturale i giapponesi si muovono sempre in branchi composti da multipli di 45) con quantità inimmaginabili di bagagli.

Una nota simpatica: un gruppo di giovani nuotatori della nostra nazionale, vestiti in azzurro e con i tricolori ricamati dappertutto, sulle maglie, sui pantaloncini e persino, in bella vista, sugli zaini. Forza ragazzi!!!

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2 commenti
  1. 15 luglio 2008 11:30 pm

    Alex, ma come… americani grassi? Noooo… sono solo “weight-challenged”, per essere politically correct…

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  2. 16 luglio 2008 8:26 am

    Moky: ahahahahaha!!!!!! Weight challanged!!! Ma dove le inventano ‘ste stupidate! Oddio mi sto rotolando sul pavimento; i miei seriosi colleghi francesi penseranno sia affetto da qualche strana malattia!

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I commenti sono chiusi.

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