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Nemo profeta in patria

2 luglio 2008

Magari non siete appassionati (come noi pazzi radioamatori) e non ci avete fatto caso ma oggi, 2 Luglio, ricorre una data significativa, una data che, a partire dal 1896, ha realmente cambiato la vita di tutti: 112 anni fa Guglielmo Marconi otteneva il brevetto per l’invenzione della radio e le sue applicazioni commerciali.

In quel momento nacquero (se così possiamo dire) la radio, i telecomandi con i quali apriamo la macchina o il cancello del garage, i telefoni cellulari, le reti di computer “senza fili”, il bluetooth, gli orologi radiocontrollati e chi più ne ha più ne metta!

Le applicazioni della radio sono innumerevoli e pervadono veramente tutta la nostra vita senza che ce ne rendiamo conto, ce la semplificano ed addirittura la salvano, basti pensare al disastro del Titanic quando i soccorsi arrivarono per la prima volta in assoluto grazie ad una richiesta inviata via radio (il famoso SOS, dalle iniziali di Save Our Souls, tre punti, tre linee ed ancora tre punti . . .  – – –  . . . che suonano come “di di di  da da da  di di di”).

Eppure lo “zio Guglielmo” (come lo chiamiamo noi radioamatori) dovette andare in Inghilterra per vedersi registrare il brevetto per le sue invenzioni.

Quando nel 1895 Marconi invia una lettera al ministero italiano delle Poste e Telegrafi non otterrà alcuna risposta, anzi, il ministro in persona scriverà di suo pugno sulla lettera una nota: “alla Longara”, intendendo con questo che il mittente dovesse essere internato alla Longara ossia al manicomio di Roma.

Constatato quindi il disinteresse della madrepatria per le sue invenzioni e facilitato dal fatto di avere la madre Inglese, si sposta a Londra l’anno successivo, richiederà ed otterrà il fatidico brevetto ed inizierà così una brillante carriera accademica ed economica che lo vedrà vincere il Nobel per la fisica, fondare la Marconi Wireless Telegraph Company in UK, la Marconi Corporation in USA (tutte società ancora esistenti) ed essere pure tra i fondatori della BBC, il tutto mentre in Italia rimase sostanzialmente ignorato fino al 1927.

Certo che qui da noi in più di 110 anni non è cambiato niente, vero?

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9 commenti
  1. LaVale permalink
    2 luglio 2008 10:25 am

    In effetti non è cambiato molto … ma io oggi festeggio la sua invenzione .. perchè l’amo e mi nutre .. accidenti e chi paga la spesa sennò?!

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  2. 2 luglio 2008 10:45 am

    Vale: ti invidio lo sai, vero? 😉

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  3. LaVale permalink
    2 luglio 2008 11:58 am

    ecco perchè oggi ho acidità di stomaco .. è la tua invidia !!!! eheh , grazie comunque .. so di essere una privilegiata perchè il mio lavoro è anche la mia prima e vera passione !

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  4. 2 luglio 2008 1:38 pm

    Italia terra genii…in fuga!
    No, non è cambiato nulla, in effetti.
    Constatazione pessimista di realizsmo disarmante.

    http://unavitaquasinormaleanzi2.blogspot.com

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  5. 2 luglio 2008 9:54 pm

    E invece di conquistare noi l’America, l’hanno conquistata gli Spagnoli, solo perche’ nello stivale nessuno credeva che la Terra fosse rotonda:))

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  6. 2 luglio 2008 10:33 pm

    O forse perchè nessuno da noi aveva così tanti soldi da investire a fondo perduto?

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  7. 3 luglio 2008 2:13 am

    Però… gli italiani… o tra i geni più alti o tra gli stolti più bassi….

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  8. ali permalink
    3 luglio 2008 2:57 pm

    ale ma sei partito? domanda retororica comunque… il dubbio resta.

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  9. 3 luglio 2008 6:03 pm

    Sì son partito ma di cervello! (e da tanto anche!).
    Scherzi a parte mi hanno fatto uno scherzetto, partirò domenica.

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