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Ah, la cultura!

28 maggio 2008

Per tutti quelli che hanno sempre sognato di imparare a parlare Toscano.

Per tutti quelli che hanno un vicino di casa Toscano e non capiscono cosa dice.

Per tutti i Toscani che vogliono scoprire le differenze tra il vernacolo Fiorentino e quello parlato nella propria città (e son tante credetemi!).

Ecco il nuovo utilissimo nonchè esilarante Vohabolario Fiorentino, con in appendice una raccolta ragionata e spiegata dei più usati modi di dire.

Ecco qualche anticipazione sui modi di dire più esilaranti:

MEGLIO UN MORTO IN CASA CHE UN PISANO ALL’USCIO: Proverbio Lucchese di origine medievale. La Repubblica di Pisa, era solita attaccare e saccheggiare la lucchesia, per questo era meglio avere un morto in casa che un guerriero Pisano alla porta. A questo, i Pisani sono soliti rispondere con “Provare per credere!” oppure “Che Dio t’ascolti!”.

PANE DI PRA’O, VIN DI POMINO, POTTA LUCCHESE E CINCI FIORENTINO: Detto volgare che riassumerebbe “il meglio della Toscana”, pane di Prato, vino di Pomino, donne Lucchesi e uomini Fiorentini.

PERETOLA, BROZZI E CAMPI È LA PEGGIO GENIA CHE CRISTO STAMPI: Questi paesi avevano un tempo una sgradevole fama. Curzio Malaparte scrive che i Pratesi avevano paura a passare per Campi di notte, come dire che la gente di quei paesi non era troppo raccomandabile o da prendere in esempio.

SE FOSSI NE’ MI’ CENCI!: Richiamo di colui che parla alle proprie condizioni di gioventù.

TRATTARE QUALCUNO COM’UN PELLAIO: Fare una sfuriata, trattare male qualcuno.

‘UN GLI LEGA NEMMENO LE SCARPE: È un’espressione che viene usata per indicare che una persona, oppure qualcosa, risultano inferiori nei confronti di un’altra.

‘UN TU REGGI NEMMENO I’ SEMOLINO: Persona che non è assolutamente capace di tenere per sé quello che gli è stato raccontato in confidenza. Non ha una connotazione negativa, più che altro ironica.

ULLI ULLI, CHI GLI FA SE LI TRASTULLI: Riferito ai figli, che ognuno pensi e si occupi dei suoi.

Buona lettura!

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22 commenti
  1. 28 maggio 2008 1:21 pm

    nun sarai mica lucchese?—–

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  2. 28 maggio 2008 1:37 pm

    Ali: Perchè lo pensi? No, sono nato e vivo aldilà del Serravalle. Precisamente nel posto dove si “sputa l’osso” e si mangia “i’-bao”.

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  3. 28 maggio 2008 1:52 pm

    bellissimo!
    ti mando una collezione di quelli che ho raccolto io da mia nonna, che quest´anno compie 95 anni e é in piena forma. l´avevo scritta per il suo compleanno in calce a una parodia di tutte le sue piccole, meravigliose manie.
    SO ‘NA RESPICE”: Non lo so.
    “DA CIORNIE”: Risposta che Nonna Ida da di solito alla domanda : “Come stai?”
    “E’ UNA BISCARATELLA”: “Commento che fa quando ti regala un asciugamano bellissimo con una trina che non osi nemmeno immaginare quanto tempo ci deve aver perso.
    “NDU SE’ITO?”: Domanda indagatrice per cercare di sapere discretamente dove eri finito tutto il tempo.
    “SI’, DI VI A NATALE BON PER CHI C’E’!”: Risposta che la prodigiosa macchina da’ quando la si invita a Natale ed è Novembre. Per ogni occasione sostituire la parola “Natale” con una qualsiasi (Pasqua, agosto, ecc).
    “ORA VA DIAGGIU’ DA LUCCA E BUA DRENTO NA MACHINA”: augurio ottimista che la prodigiosa macchina ti rivolge quando esci di casa.
    “QUEST’ALTR’ANNO DI QUESTA STAGIONE CANTEREMO LA STESSA CANZONE”: Commento ai progetti per il futuro.
    “EN BRINCIAGLIORE!”: Giudizio negativo su pezzi di stoffa, vestiti o altro.
    “UNSOMAUANTI”: Tantissimi
    “UN NE FA’ A BRICINO”: Invito a non preoccuparsi a tavola che tanto ha preparato da mangiare per un esercito.
    “DAL CAMPO PO’ CI DEVE USCI’ LA FOSSA!”: fa un po’ quel che ti pare ma ci sono cose che non si scelgono.
    “UN FA DALLA GALLINA NERA CHE SI RISOLVE SULLA SERA!”: invito a non rimandare quel che si deve fare.

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  4. 28 maggio 2008 2:10 pm

    Lucia: son bellissimi. W la nonna! Anche io avevo iniziato una raccolta simile usando come “materia prima” i detti di mio nonno (putroppo morto a 97 anni due anni fa) e quelli di sua sorella (102 anni, a tutt’oggi una roccia che ha vissuto da sola fino ai 99) ma purtroppo l’ho abbandonata per mancanza di tempo. Sigh…
    —Alex

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  5. 28 maggio 2008 3:17 pm

    Ma che bello!!
    Sono andata a vedere il link e alcune cose non me le ricordavo proprio.. e dire che da piccina volevo sempre le buccole e ora non mi ricordo neanche piu’ da quanto tempo non lo usavo quel termine!
    Non ho letto tutto il vohabolario, e non so se c’e’, ma tu mi hai fatto ricordare l’espressione “Di Pra’o bisognerebbe far campi e di Campi pra’o”.. senza offesa.

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  6. 28 maggio 2008 3:32 pm

    Errata corrige.
    Avrei dovuto dire: “Ma che ganzo!”
    🙂

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  7. 29 maggio 2008 10:10 am

    Ho amici toscani e spesso ci prendiamo in giro per i rispettivi dialetti…
    Senza contare i tentativi, piuttosto ilari, di imitarci a vicenda.
    Sul mio toscano non mi pronuncio (ho ancora un bricciolo di dignità) ma sentire un aretino che ordina, tutto tronfio: “MI DIA UN BUDINET, NEH”
    è stato uno spasso
    E dire che lo avevo istruito a dovere sul tipico dolce piemontese…

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  8. dancin' fool permalink
    29 maggio 2008 5:44 pm

    ce le scrivi un po’ di parolacce ed espressioni colorate? eh! eh! siete famosi per questo, no?

    🙂

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  9. 29 maggio 2008 6:01 pm

    Dancin’: se guardi il “vohabolario” di espressioni “colorite” ne trovi a josa. Comunque non siamo mica Veneti…

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  10. 29 maggio 2008 8:57 pm

    io sono mezza piemontese mezza veneta, che c’hai da dire, eh? 😉
    cmq capisco benissimo il piemontese, il veneto mica tanto (non ci sono mai vissuta, ricordo solo certe espressioni dei nonni)

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  11. 29 maggio 2008 9:21 pm

    🙂 i Veneti sono molto famosi per le loro espressioni “colorite”… Forse anche più dei Toscani.

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  12. 29 maggio 2008 9:38 pm

    scarico il pdf, io passo molto tempo con amici toscani e voglio coglierli di sorpresa
    è un dialetto che mi piace un casino,
    devo imparare bene la cadenza.. 🙂
    grazie, ci provo

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  13. 29 maggio 2008 10:58 pm

    ma che meraviglia! Mi piace sentire il Toscano parlato- non quello fumato>:)))

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  14. 30 maggio 2008 10:16 am

    Bellissimo, non sapevo che esistesse! Anch’io pur essendo fiorentina non ricordavo più alcune espressioni. rileggerle mi ha fatto tornare alla mente un sacco di cose della mia infanzia!

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  15. verypipuffa permalink
    30 maggio 2008 12:31 pm

    Cossa gav’io da dir di veneti, andè in mona tuti quanti! 🙂

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  16. 3 giugno 2008 4:14 am

    Alex, ma t’ho copiato il post??
    giuro che non l’avevo visto.. possibile che sia una coincidenza ? magari ce l’ha mandato la stessa persona ..

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  17. 3 giugno 2008 10:25 am

    Daniele: non ti preoccupare, evidentemente la teoria dei 6 gradi di separazione è più che vera!

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  18. daniele permalink
    6 giugno 2008 5:50 am

    ..6 gradi ? mi sono perso qualche teoria 🙂

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  19. 6 giugno 2008 8:54 am

    Daniele: Per la teoria dei “6 gradi di separazione”, vedi qui su Wikipedia.

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  20. Quelli di Voha permalink
    8 luglio 2008 6:36 pm

    Buon pomeriggio a tutti!

    Mi chiamo Stefano Rosi Galli e sono uno degli autori del Vohabolario. Grazie tantissimo per i complimenti! Non ci aspettavamo tanto successo, vi si giura!

    Mandateci tutti i suggerimenti che avete così li mettiamo nella prossima edizione che stiamo già preparando pe’ i’ 2009. Abbiamo già raccolto un’altra settantina di entrate e vi invito gentilmente a collaborare scrivendoci a quest’indirizzo: vohabolario@yahoo.es

    Mettete anche i’ vostro nome, se vu volete, così poi si fa l’elenco di tutti quelli che hanno partecipato.

    Un bacione a tutti e grazie per la collaborazione e i’ meraviglioso sostegno!

    Quelli di Voha

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  21. 8 luglio 2008 6:45 pm

    Per collaborare e un c’è problema, e si fa’ volentieri.
    I’ problema casomai e gl’è che tu dovresti aggiungere la sezione “ecumenica” con detti pratesi, lucchesi ed addirittura livornesi!!! 😉

    Ancora complimenti!

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  22. Quelli di Voha permalink
    16 luglio 2008 1:29 pm

    Pe’ aggiungé’ sezioni ‘un ci son’ problemi. Te mandaci i’-mmateriale e noi si crea tutte le sezioni che tu-vvòi. Figurati, ‘un ci pare i’-vvero d’avé’ detti lucchesi, livornesi e pratesi…

    E grazie ancora pe’ ‘omplimenti!

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