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Bene & Male

14 maggio 2008

Personalmente, molteplici esperienze mi hanno convinto che in qualsiasi persona non esistono lati positivi e negativi del carattere; esistono una serie di aspetti che tutti insieme “fanno” le persone che conosciamo. E questo vale per chiunque, inclusi noi stessi

Il focalizzarsi su concetti del tipo “questo è bene”, “questo è male” ci rende solo infelici e complessati e ci allontana dagli altri. Meglio vivere la propria personalità e quella di chi ci sta intorno così come è. A chi dà giovamento farsi le seghe mentali se per esempio siamo impulsivi? E l’impulsività è sempre e soltanto una cosa negativa? E l’ottimismo (sì, quello di “Gianniiiii”) è sempre positivo?

Con tutte le frustazioni che subiamo ogni giorno, nel traffico, sul lavoro, è saggio crearsi da soli degli ulteriori paletti? Sarà forse che a me qualsiasi regola o paletto mi va stretto, molto stretto ma non vedo assolutamente il motivo per auto-torturarsi, limitarsi e reprimersi…. a meno di non essere masochisti, ovviamente!

Questo però non dovrebbe farci comportare come elefanti in una cristalleria: se siamo coscienti che un certo comportamento provoca fastidio o addirittura dolore in una persona (familiare, partner, collega, etc.) sarebbe opportuno usare un po’ d’intelligenza emotiva e quindi cercare di capire chi ci sta di fronte ed adeguare il nostro comportamento di conseguenza. Lo vedo come una forma di rispetto dell’altro, specialmente se l’altro mi sta a cuore; in caso contrario, beh, che si fotta pure 😉

E’ indispensabile però essere consapevoli di sé stessi, se non ci si conosce, se non si riesce ad essere obiettivi con noi stessi tutti questi sforzi sono destinati a naufragare miseramente.

Ed è qui che forse casca l’asino! Siamo davvero sicuri di conoscerci? Siamo obiettivamente consapevoli degli aspetti del nostro carattere? Ancora una volta credo ci venga in soccorso il postulato di apertura: nessun aspetto del carattere è negativo o positivo in assoluto; se siamo convinti di questo sarà molto più semplice accettarsi così come siamo.

7 commenti
  1. 14 maggio 2008 5:17 pm

    sai Ale è proprio interessante questo post… io sono andai dal testologo proprio per CONOSCERMI… ho smesso , sbagliando, perchè mi spaventava enormemente quello che ne usciva, perchè più andavo più stavo male….
    più lui mi diceva che ero free con tutti mentre con me stessa ero un giudice severo …
    il testologo saltuariamente mi chiama ancora, perchè fondamentalmente è una brava persona e perchè secondo lui il cammino era appena iniziato.
    scavare a fondo dentro di noi e magari fare uscire scheletri dimenticati, a che mi può servire?
    so’ e dimentico volontarimente …
    sono decisamente uscita fuori tema….

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  2. 14 maggio 2008 5:40 pm

    Ali: Questa cosa di essere giudice severo con sé stesso è ricorrente, mi pare più spessonelle donne e come dicevo anche la mia Dolcemetà ne è affetta. Strana cosa… Non pretendo di psicanalizzarti (perchè non ne ho i titoli) ma ti suggerisco l’approccio delle domande potenti: chiediti come mai senti il bisogno di non essere indulgente con te stessa e poi rifletti se questo giudicarti severamente sia qualcosa che ti fa stare meglio oppure ti fa soffrire.

    Non credo tu sia uscita fuori tema. Il conoscersi è importante. Lo puoi fare con un professionista oppure da sola o meglio con l’aiuto del partner. Lo spaventarsi di quello che esce (o potrebbe uscire) fuori credo sia normale. Per questo secondo me occorre prima accettare il fatto che non ci sono aspetti buoni o cattivi del carattere.
    Forse il tuo testologo non ti ha allenato molto su questo aspetto ed è stato troppo brutale.

    Fare lo struzzo no, non fa parte del mio carattere. A me la filosofia dell’occhio non vede cuor non duole fa saltare i nervi. Odio sapere che c’è qualcosa dentro un cassetto che io non posso aprire.
    Che ci vuoi fare… son nato curioso! 😉

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  3. 14 maggio 2008 5:54 pm

    Hai proprio ragione… la teoria della relativita’ applicata alla vita quotidiana, alle sensazioni, alle emozioni, alle scelte… in my old age mi trovo sempre piu’ a camminare nell’area grigia del giudizio, mentre da giovincella credevo assolutamente nella definizione good/evil… ora i colori si confondono spesso… molte delle mie scelte potrebbero essere considerate dei peccati, degli errori… ma preferisco vivere cosi’. Anchde se poi molte delle mie posizioni sono parecchio manichee…. credi che abbia bisogno di un caffe’??? Sono sveglia dalle 6, ma non ho fatto altro che correre a preparare i piccoli per la scuola…. bel post!

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  4. 14 maggio 2008 6:07 pm

    Moky: Un bel caffè espresso italiano è proprio quello che ti ci vuole per sopravvivere alle fatiche da supermamma!

    PS = grazie

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  5. 15 maggio 2008 9:25 am

    occhio non vede cuor non duole e chi l’ha detto? duole duole assai…
    grazie per le parole e i consigli , gradisco.
    Buona giornata e mi associo a Moky, bel post…

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  6. 15 maggio 2008 10:01 am

    Ali: dicevo occhio non vede, cuor non duole perchè mi pareva di aver capito che tu avessi mollato il testologo perchè quello che stavi scoprendo ti faceva male e di conseguenza avevo dedotto che preferivi “non sapere”. Mi sbagliavo evidentemente, scusa. A questo punto forse potresti soppesare se ti fà più soffrire il sapere o il non sapere… Lo stare in sospeso, la non azione, di solito fà stare ancora peggio (almeno a me).
    Io quando ho un bivio davanti devo andare velocemente a destra o a sinistra ma non posso stare fermo li a pensare… mi distrugge.

    Un abbraccio
    —Alex

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  7. 15 maggio 2008 11:17 am

    nessuna scusa… ci mancherebbe!!! si ho abbandonato il testologo e non ho fatto bene… ma questo non vuol dire che non veda, vedo eccome…
    cerco di proseguire il mio cammino, parlo con Furio (cerco perchè luiè impegnatissimo… il lavoro gli ciuccia molto, molto tempo) dico NO (non sempre,ma ci provo.. prima non ero in grado) e cerco di accettare ciò che emerge…
    ale non devi davvero chiedere scusa, trovo molto carino ed interessante questo scambio di consigli, di spunti…
    mi serve e ti ringrazio.

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